(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2023 - “Questa storia della social card è un episodio mal riuscito di conservatorismo compassionevole. Ovvero l’idea che la povertà si curi con l’elemosina – aggiunge Orlando – tra l’altro scarsa, una tantum e mal mirata, perché rischia di raggiungere le categorie che hanno già altre forme di sostegno a discapito di chi ne è totalmente privo. Affrontare la povertà con uno strumento di carattere universalistico non è un atto di resa all’assistenzialismo, è una scelta che hanno fatto tutti i Paesi più avanzati. Noi, invece, abbiamo una destra che è peggiore di quelle degli altri Paesi, perché affronta moralisticamente il tema della povertà. I poveri sono poveri per colpa loro, chi perde il lavoro lo perde per colpa sua, perché non ha voglia di cercarlo e non si dà abbastanza da fare. Questa è un’impostazione di classe per cui la ricchezza è sempre sostenuta dal merito e la povertà è sempre conseguenza della colpa del singolo. Va combattuta frontalmente nell’interesse della cifra di civiltà del nostro Paese”.
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