(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2023(AGENPARL) – lun 11 settembre 2023 Dal Reddito di cittadinanza alle nuove misure (legge 85/2023):
le proposte dell’Alleanza contro la povertà
(Per tabelle, numeri e approfondimenti, si veda il testo integrale del Position paper)
1.1 Introduzione
A partire dal 1 agosto, la sospensione del Reddito di cittadinanza è divenuta realtà per circa 160
mila famiglie. L’Alleanza contro la povertà in Italia ha subito espresso preoccupazione per le
ricadute, che già si stanno registrando sui diversi territori. Si avvia dalle prossime settimane una
fase nuova, nella quale famiglie e persone che vivono in una condizione di povertà assoluta e
fragilità sociale non avranno altri riferimenti, se non i servizi sociali dei Comuni e le organizzazioni
sociali e di volontariato. In alcune Regioni, il messaggio notificato dall’Inps ha suscitato allarme e,
in assenza di indicazioni precise, una vera e propria ressa presso gli uffici dei servizi sociali, ai
centro per l’impiego e le sedi Inps, a loro volta impreparati e privi di istruzioni.
Alla luce di questo, Alleanza contro la povertà in Italia ha chiesto, da un lato, che la sospensione sia
momentaneamente derogata, con un prolungamento dell’erogazione del RdC, dall’altro che,
contestualmente, i Comuni siano messi nelle condizioni di far fronte alle richieste e di esercitare le
funzioni che la legge assegna agli Enti Locali.
Al di là di questa misura a breve termine, “emergenziale”, necessaria per far fronte
immediatamente alla tensione sociale che viene segnalata, Alleanza contro la povertà ribadisce
l’opportunità di modificare la legge. A questo scopo, con le 35 organizzazioni che ne fanno parte,
ha prodotto un position paper, contenente analisi e proposte concrete, che verrà presentato al
Senato il prossimo 14 settembre. Se ne propone qui un’anticipazione sintetica, allo scopo di offrire
uno strumento di riflessione e di lavoro.
1.2 Dalla destinazione categoriale all’universalismo
Sebbene il decreto, in sede di conversione, sia stato migliorato, risolvendo alcune delle criticità che
l’Alleanza contro la povertà aveva segnalato, permangono tuttavia alcune importanti
problematiche e relative possibilità di miglioramento: prima fra tutte, la destinazione categoriale,
che esclude coloro che sono ritenuti occupabili in base ad un criterio anagrafico, privando così
dell’accesso alla nuova misura il 42% dei beneficiari il Rdc.
L’obiettivo principale, che ancora una volta evidenziamo, è il ritorno a una misura universale, che
sia rivolta in favore di tutti quei nuclei familiari che si trovano in una difficile condizione
economica, indipendentemente dall’età dei loro componenti.
1.3 Le 8 proposte
A partire dalla prospettiva di ripristinare questa condizione, Alleanza contro la povertà formula 8
proposte:
1. Reintrodurre la soglia reddituale di accesso differenziata per coloro che sono in locazione
a 9.360 euro
Questa modifica comporterebbe un costo annuale aggiuntivo piuttosto contenuto, a fronte
di un aumento della platea degli aventi diritto comunque significativo.
2. Allentare il vincolo di residenza per gli stranieri da 5 a 2 anni
Questa riduzione, da una prima simulazione, potrebbe portare a un incremento delle
famiglie beneficiarie, a fronte di un costo piuttosto contenuto
3. Rivedere la scala di equivalenza
L’Alleanza aveva già richiesto la parificazione della scala di equivalenza a quella dell’ISEE o
almeno la parificazione del peso dei minori a quello dei maggiorenni, con contestuale
aumento del tetto massimo. L’Alleanza propone che ogni maggiorenne senza carichi di cura
abbia un peso pari allo 0,25 e che contestualmente il tetto massimo della scala di
equivalenza possa eventualmente essere innalzato.
4. Indicizzare soglia reddituale e sostegno all’affitto
Per evitare che il valore dell’Assegno d’inclusione venga in futuro progressivamente eroso
dalla crescita dei prezzi, l’Alleanza propone che almeno le due componenti dell’importo del
beneficio, la soglia reddituale di riferimento ed il sostegno per l’affitto, vengano
annualmente indicizzate sulla base dell’inflazione registrata a fine anno a partire dal
gennaio 2025.
5. Ridefinire l’offerta congrua
L’AdI basa il concetto di occupabilità esclusivamente su un criterio di età anagrafica.
Particolarmente restrittiva è la modifica dell’offerta congrua. L’Alleanza propone di
vincolare la condizione di “occupabilità” all’analisi multidisciplinare dei bisogni e delle
competenze, da effettuare ex-ante. E che l’offerta congrua sia definita analogamente a
quella prevista per percettori di Naspi.
6. Migliorare la cumulabilità reddito-lavoro.
Oltre a rispondere al principale obiettivo di contrasto alla povertà, la misura dovrebbe
risultare per i componenti del nucleo beneficiario che possono essere attivati nel mondo
del lavoro come un vero e proprio in-work benefit. A tale scopo proponiamo la riduzione al
60% dell’aliquota marginale effettiva sul reddito da lavoro, per permettere un’integrazione
graduale del reddito minimo con quest’ultimo, fino ad una soglia reddituale stabilita e
aggiornata periodicamente, come nel modello francese.
7. Più risorse umane e finanziarie ai Comuni
I Comuni, attraverso gli ambiti sociali, devono poter svolgere un vero e proprio ruolo di
regia e a tal fine vanno rafforzati in termini di personale e risorse. Per questo è necessario
prevedere sia un maggiore coordinamento tra servizi e tra amministrazioni attraverso dei
protocolli operativi, sia un investimento straordinario di risorse finanziarie, strumentali e,
soprattutto, umane, anche in deroga ai vincoli assunzionali.
8. Garantire la volontarietà della partecipazione ai PUC
La partecipazione dei beneficiari dell’Assegno di Inclusione ai PUC – possibilità prevista nel
decreto – deve essere volontaria, secondo una logica basata sulla conquista della
consapevolezza di sé e capacitazione dei soggetti più fragili. Occorre inoltre che i Comuni,
anche con il supporto degli ETS, siano messi nelle condizioni di ampliare quanto possibile la
offerta di PUC, così da facilitare l’adesione a tali percorsi.
