(AGENPARL) - Roma, 7 Marzo 2026 - Il governo dell’Ungheria ha annunciato l’apertura di un’indagine sulle circostanze legate al trasporto di decine di milioni di dollari ed euro in contanti da parte di dipendenti della banca statale ucraina Oschadbank attraverso il territorio ungherese.
Il primo ministro Viktor Orbán ha dichiarato durante un incontro politico a Debrecen di avere “certi sospetti” sulla vicenda, sottolineando la necessità di chiarire l’origine e la destinazione dei fondi.
“Vogliamo capire cosa fanno gli ucraini con tutti questi soldi in Ungheria”, ha affermato Orbán, aggiungendo che l’indagine servirà a stabilire la natura delle somme sequestrate e la loro eventuale destinazione finale.
Secondo il premier, il caso solleva interrogativi anche in relazione al finanziamento dei partiti politici ungheresi, poiché la legge nazionale vieta il finanziamento estero delle formazioni politiche. Il governo aveva già accusato le autorità ucraine di sostenere indirettamente partiti dell’opposizione in vista delle prossime elezioni parlamentari.
Il 6 marzo, l’Amministrazione Nazionale Ungherese delle Imposte e delle Dogane ha annunciato l’arresto di sette persone collegate a Oschadbank, tra cui un ex generale dei servizi segreti. Gli arrestati sarebbero stati fermati mentre trasportavano circa 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e 9 chilogrammi di oro a bordo di veicoli blindati destinati al trasporto di valori.
Le autorità ungheresi hanno riferito che i veicoli sono stati successivamente restituiti, mentre il denaro e i beni preziosi restano sotto sequestro come prova nell’ambito di un procedimento penale in corso, con il coinvolgimento del Centro Antiterrorismo ungherese.
Da parte loro, le autorità ucraine hanno respinto le accuse, sostenendo che i fondi sarebbero stati ottenuti legalmente tramite operazioni bancarie internazionali e trasportati per conto di Oschadbank.
L’indagine prosegue per chiarire la natura delle somme e verificare eventuali violazioni della normativa ungherese.
