(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2023 - (AGENPARL) – gio 03 agosto 2023 *Comunicato Stampa*
*La Fillea Cgil Padova in pressing sul Tribunale di Rovigo. Stamane il
presidio dei lavoratori di Italoforme srl: “Accelerare i tempi per
l’attivazione degli ammortizzatori sociali”.*
*“A causa dei cosiddetti “patti di non concorrenza”, alcuni lavoratori di
Italoforme soggetti a consistenti penali se si licenziano. Siamo arrivati
al “ricatto disoccupazionale”!*
Si è svolto stamane il presidio promosso dalla Fillea Cgil Padova davanti
al Tribunale di Rovigo dove si sono dati appuntamento i lavoratori della
Italoforme srl – l’azienda di Este che poco più di un mese fa ha chiuso i
battenti, dalla notte al giorno, senza inviare loro nessun avviso né
comunicazione scritta – per manifestare il profondo malessere che stanno
vivendo dal momento in cui hanno improvvisamente scoperto di non poter più
fare affidamento su uno stipendio e con la prospettiva di aspettare mesi
prima di vedersi attivati gli ammortizzatori sociali. “E nel frattempo –
tutti si chiedono – come campiamo?”
“Chiediamo – dicono Gianluca Badoer e Simone Ferraretto, rispettivamente
Segretario Generale e Segretario Provinciale della Fillea Cgil di Padova –
che il Tribunale velocizzi al massimo i tempi burocratici per l’attivazione
della cassa integrazione per la cessata attività di Italoforme srl.
Chiediamo che la curatrice Dott.ssa Bedetti Sheila, nominata dalla Giudice
Dott.ssa Gangitano Sofia, e il Tribunale di Rovigo agiscano immediatamente
per autorizzare la richiesta della Cigs (Cassa Integrazione Guadagni
Straordinaria) altrimenti, visti i tempi tecnici che l’operazione comporta,
i lavoratori e le loro famiglie vedranno i primi euro per fine ottobre o
addirittura ancora più tardi perché la legge permette di prorogare i
termini di altri 4 mesi. È chiaro che si tratta di una condizione
insostenibile e assolutamente da scongiurare”.
“La verità – proseguono i due sindacalisti – è che i lavoratori di
Italoforme srl si trovano in una situazione assolutamente ingiusta e
disperata e, per poco meno di una decina di loro, addirittura a dir poco
kafkiana e questo a causa dei cosiddetti “patti di non concorrenza” che
hanno sottoscritto al momento dell’assunzione, che li mette nella
condizione di non potersi licenziare per andare a lavorare in un’altra
azienda del settore a meno che non decidano di firmare un condono tombale
che liberi Italoforme da qualsiasi loro futura e legittima pretesa.
Significa che questi lavoratori dopo essersi ritrovati senza uno stipendio
e in mezzo ad una strada, se vogliono cercare lavoro altrove, o rinunciano
alla pretesa di ricevere dall’azienda tutto quel che hanno maturato oppure,
se si licenziano e vanno a lavorare in un’azienda concorrente, rischiano di
pagare una grossa penale. Eravamo a conoscenza del ricatto occupazionale ma
qui siamo arrivati al “ricatto disoccupazionale!”.
“I lavoratori – concludono Badoer e Ferraretto – meritano rispetto. Non è
possibile che in questo Paese siano sempre loro a dover pagare per le
irresponsabilità e incapacità di una classe imprenditoriale miope,
arrogante e unicamente preoccupata del proprio profitto a fronte di una
normativa che, a nostro avviso, non è a favore dei lavoratori. Per questo
la nostra richiesta è chiara: chiediamo al Tribunale di Rovigo di fare il
possibile per questi lavoratori e non permettere che al danno si aggiunga
anche un’atroce beffa”.
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