(AGENPARL) - Roma, 11 Ottobre 2022 - (AGENPARL) – mar 11 ottobre 2022 Uva da tavola sotto la valanga dei prezzi, Cia Puglia: “Ecco cosa fare”
Ai produttori 40 cent, al supermercato 4 euro al kg, così crollano i consumi e le aziende agricole chiudono
Stamattina al Tavolo di crisi le proposte dell’organizzazione: “Difendiamo l’uva pugliese, ridurre l’import”
Prezzi da fame riconosciuti ai produttori, costi di produzione insostenibili, aziende agricole tra l’incudine della GDO (la Grande Distribuzione Organizzata) e il martello di condizioni di assoluta non competitività con i Paesi dove produzione e logistica costano fino al 50% di meno. E’ questo, in estrema sintesi, il quadro delineato da CIA Agricoltori Italiani di Puglia nel corso del Tavolo sull’uva da tavola convocato in Regione Puglia, dall’assessore Donato Pentassuglia, che si è svolto stamattina. L’incontro si è svolto alla presenza del presidente della Commissione Attività Produttive della Regione, Francesco Paolicelli, e di numerosi sindaci. “Come CIA”, ha dichiarato Giannicola D’Amico, vicepresidente vicario regionale dell’organizzazione, “abbiamo fatto alcune richieste specifiche e che necessitano di risposte concrete e urgenti: chiediamo di salvaguardare in via prioritaria l’uva da tavola pugliese, tenendo conto che è un momento storico davvero fondamentale per il futuro dell’agricoltura. Condividiamo la necessità, già espressa dal Copa e dalla Cogeca, di fissare gli importi massimi del sostegno per i ritiri dal mercato e delle quantità massime di prodotti assegnati per Stato membro. I ritiri dovrebbero essere organizzati attraverso le organizzazioni di produttori per i loro membri e per i singoli coltivatori che desiderano unire le forze con le OP. I ritiri dovrebbero anche promuovere la distribuzione gratuita di frutta e verdura trasformata, così da aumentare l’efficacia dell’intervento, e per semplificare la logistica, adottando un approccio etico basato sulla solidarietà.
CINQUE AZIONI NELL’IMMEDIATO. “Occorrono queste azioni nell’immediato: un incontro urgente con i responsabili regionali e nazionali della GDO;misure specifiche nel PSR pugliese (misura 22) e nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; una campagna di sostegno al consumo di uva da tavola pugliese; l’esonero dei contributi previdenziali e assistenziali per lavoro autonomo e per assunzione di manodopera; la riduzione degli oneri fiscali per i lavoratori agricoli”. CIA Agricoltori Italiani di Puglia, che è intervenuta al tavolo con una nutrita delegazione, ha poi indicato una serie di misure a medio e lungo termine, con interventi strutturali che riguardano fitopatologie, risorsa irrigua, infrastrutture di stoccaggio e logistica, autosufficienza energetica, calamità e azioni che affrontino lo ‘strozzinaggio’ legalizzato dei breeders.
COMPETITIVITA’. “Le imprese pugliesi del settore sono un vanto e un fiore all’occhiello”, ha aggiunto D’Amico, “ma il sistema-paese e le regole europee incidono mortificandone la competitività. Servono regole nuove per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di manodopera, favorire le aggregazioni, rendere operativo il catasto frutticolo nazionale istituito dal decreto ministeriale (MIPAAF) del 27/05/2022, che deve rappresentare un valido strumento di programmazione per il comparto e di indirizzo politico, oltre che per la tracciabilità dei prodotti, rivedere immediatamente i negoziati europei con i Paesi extra europei, contingentando le importazioni per quantitativi e per periodi limitati nell’anno”.

