(AGENPARL) - Roma, 2 Novembre 2026 - Quello che sta accadendo in questi giorni in tutte le piazze italiane non è una protesta di categoria, è la fotografia di un Paese allo stremo, e' il grido di un Paese stanco, esasperato, che non trova più risposte. E' sotto gli occhi di tutti, ogni giorno, cosa significa il combinato disposto tra un carovita che divora tutto e un diritto alla salute che viene sistematicamente negato. Oggi la sanità si è fermata, garantendo solo i livelli minimi e le urgenze. Ma questa è la normalità a cui ci ha condannato questo Governo: mesi di attesa per una visita, pronto soccorso al collasso, personale sanitario saccheggiato e umiliato. Quando neanche con doppi turni e straordinari si arriva a fine mese, come gridano oggi i lavoratori, il diritto alla cura sancito dall'articolo 32 diventa un privilegio per pochi. E non è solo la sanità. È il carovita in generale che sta strangolando le famiglie italiane. L'inflazione che erode i salari, i prezzi di affitti, bollette e spesa alimentare alle stelle, l'impossibilità per i nostri giovani di immaginare un futuro. Mentre gli italiani non sanno come arrivare a fine mese e sono stanchi di scappare dall'Italia perché non ricevono risposte, il Governo Meloni ha una sola priorità: l'economia di guerra, l'aumento delle spese militari, il riarmo. Si è scelto di investire in armi invece che nel contenimento dei prezzi, in blindati davanti ai ministeri invece che in medici e infermieri, in repressione invece che in risposte. Le tende montate ai Fori Imperiali, i cortei che gridano "Andiamo al Parlamento", le tensioni a Napoli e Bologna sono il risultato diretto di una politica che mette i propri cittadini in secondo piano. Non è ordine pubblico, è disperazione sociale. Quando i cittadini sono costretti a scappare dall'Italia o a rinunciare a curarsi, non siamo di fronte a un disagio, siamo di fronte a una crisi strutturale sociale che ha un preciso responsabile: chi oggi guida il Paese e ha deciso di voltare le spalle al suo popolo.
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