(AGENPARL) - Roma, 16 Febbraio 2021 - CATANZARO “Nei prossimi giorni sapremo le linee di indirizzo del nuovo governo sui temi dello sviluppo del Paese, della emergenza pandemica, delle riforme, del Mezzogiorno per la definizione del piano strategico di ripresa e resilienza”. Lo riporta una nota della segreteria regionale di Cgil Calabria. “La Calabria – è detto – vive una fase ancora più complicata, determinata dai ritardi strutturali da anni di politiche disastrose ed acutizzati dalla fase pandemica e dall’assenza di una giunta regionale e di un Consiglio regionale decaduti. Il saldo demografico tra emigrazioni e indice di natalità ci dicono che tra vent’anni la Calabria può perdere oltre mezzo milione di abitanti, in prevalenza giovani”. “Necessita pertanto una grande stagione di riforme – sottolinea la Cgil – a partire da quelle istituzionali ( la Calabria ha più comuni di Lazio, Emilia Romagna, Toscana ) del modello sociale e del welfare, con un piano di sviluppo e lavoro sostenibile”. (News&Com)
Trending
- [Comune Palermo] Movimento 5 Stelle: “I giovani non hanno voce. Ancora ferma la delibera per l’istituzione del Consiglio delle ragazze e dei ragazzi
- COVID. FDI: DA SPERANZA NESSUNA SCUSA MA SOLO SCARICABARILE E CONFESSIONI GRAVISSIME, CROLLATO IL CASTELLO DI BUGIE DELLA SINISTRA
- COVID, Piero De Luca (PD): Vergognoso plotone esecuzione Fdi a Speranza
- Verde lungo la rete stradale provinciale, il Libero Consorzio di Ragusa punta sulla collaborazione con privati e associazioni
- GIORNALISMO, PREMIO CRONISTI ROMANI 2026: TUTTI I RICONOSCIMENTI. L’EDIZIONE DEDICATA ALLA MEMORIA DI ROMANO BARTOLONI
- Il Teatro Parioli Costanzo sceglie di osare e lancia una esperienza immersiva che abbatte la quarta parete. Non il solito Halloween ma un portale immaginario tra due dimensioni: l’ingresso e la platea
- Pubblicato sul sito della Camera il decreto Sicurezza
- AGENDA CAMERA DI DOMANI, MARTEDÌ 27 OTTOBRE
- L’eredità di Francesco: il racconto di don Cosimo Schena
- LULA, TARQUINIO (S&D): “CON LA SUA VITTORIA VINCE POLITICA DELL’UMANIT?