(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - Il colosso olandese-belga della grande distribuzione stima un impatto negativo sul fatturato del quarto trimestre compreso tra 200 e 250 milioni di euro, equivalenti a circa 224-281 milioni di dollari. L’attacco informatico di ottobre ha compromesso i sistemi logistici nel Benelux e i servizi digitali in Europa e negli Stati Uniti, provocando ritardi nelle consegne, problemi di approvvigionamento e interruzioni degli acquisti online. L’utile operativo potrebbe ridursi fino a 100 milioni di euro, mentre l’azienda rivede al ribasso gli obiettivi finanziari annuali.
Il gruppo internazionale della grande distribuzione Ahold Delhaize ha annunciato un significativo ridimensionamento delle proprie previsioni finanziarie per il 2026 a seguito di un attacco informatico che, nel mese di ottobre, ha provocato interruzioni operative in Europa e negli Stati Uniti.
Mercoledì 4 novembre 2026, la società ha comunicato che l’incidente informatico dovrebbe ridurre il fatturato netto del quarto trimestre di una cifra compresa tra 200 e 250 milioni di euro, pari a circa 224-281 milioni di dollari.
Il gruppo, con sede a Zaandam, nei Paesi Bassi, controlla importanti marchi della distribuzione alimentare, tra cui Albert Heijn, Delhaize, Food Lion, Giant Food e Stop & Shop, oltre alla piattaforma di commercio elettronico bol.
L’attacco ha colpito principalmente le attività online del gruppo nel Benelux e negli Stati Uniti, nonché le operazioni delle catene logistiche in Belgio e nei Paesi Bassi.
La società ha temporaneamente disattivato alcuni sistemi informatici per proteggere la propria infrastruttura digitale, interrompendo o rallentando diversi servizi.
Secondo il comunicato ufficiale di Ahold Delhaize pubblicato il 4 novembre, la maggior parte dei disagi è stata contenuta nell’arco di due settimane, ma le operazioni di ripristino non sono ancora del tutto concluse.
Le conseguenze finanziarie non riguardano soltanto le vendite.
Il gruppo prevede anche una riduzione dell’utile operativo compresa tra 75 e 100 milioni di euro nel quarto trimestre, oltre a costi aggiuntivi legati alla gestione della crisi e alla messa in sicurezza dei sistemi.
Il caso evidenzia quanto la grande distribuzione moderna dipenda ormai da infrastrutture digitali complesse e quanto un attacco informatico possa trasformarsi rapidamente in una crisi commerciale e logistica.
Il bilancio economico dell’attacco: fino a 250 milioni di euro di vendite perse
Ahold Delhaize ha quantificato per la prima volta gli effetti finanziari dell’incidente informatico in occasione della presentazione dei risultati del terzo trimestre 2026.
Le stime si riferiscono principalmente alle conseguenze sulle attività del quarto trimestre, periodo nel quale si è verificata l’interruzione operativa.
Impatto stimato sul fatturato
€200–250 mln
Quarto trimestre 2026
Impatto stimato sull’utile operativo
€75–100 mln
Quarto trimestre 2026
Nuovo obiettivo di cassa libera
€2,1 mld
Previsione per il 2026
Margine operativo annuo atteso
~4,0%
Previsione aggiornata
Fonte: risultati ufficiali di Ahold Delhaize del 4 novembre 2026. Gli importi rappresentano stime aziendali, non perdite definitive già contabilizzate.
Secondo il rapporto finanziario del terzo trimestre pubblicato dall’azienda, le conseguenze dell’attacco sono state sufficientemente rilevanti da rendere necessaria una revisione delle prospettive annuali.
La perdita di fatturato prevista comprende vendite che il gruppo ritiene non saranno realizzate a causa delle interruzioni dei servizi.
Questo dato non deve essere confuso con una perdita netta di 250 milioni di euro.
Il fatturato misura il valore delle vendite, mentre l’utile operativo rappresenta il risultato economico dopo aver considerato i costi di gestione pertinenti.
La distinzione è importante anche per interpretare i 281 milioni di dollari richiamati nel titolo: si tratta del controvalore approssimativo del limite massimo della riduzione delle vendite stimata, non della somma sottratta direttamente dagli hacker.
Cosa è successo a ottobre: sistemi informatici disattivati e operazioni rallentate
L’attacco informatico è avvenuto dopo la conclusione del terzo trimestre, durante il mese di ottobre.
Ahold Delhaize ha spiegato di aver applicato le procedure interne di risposta agli incidenti, disattivando temporaneamente alcuni sistemi per contenere i rischi e proteggere la propria infrastruttura tecnologica.
Secondo l’analisi pubblicata da RetailDetail il 4 novembre, l’incidente ha interessato siti di vendita online, applicazioni e sistemi operativi impiegati da diverse società del gruppo.
La decisione di isolare una parte dell’infrastruttura ha avuto conseguenze sul funzionamento quotidiano dei servizi.
Le piattaforme online hanno subito interruzioni e limitazioni, mentre alcune attività logistiche hanno incontrato difficoltà nella gestione dei flussi di merce.
Per un’impresa della grande distribuzione, un problema informatico può infatti ripercuotersi rapidamente su numerose funzioni.
I sistemi digitali sono utilizzati per registrare gli ordini, organizzare le spedizioni, monitorare le scorte e coordinare il rifornimento dei punti vendita.
Quando questi collegamenti vengono interrotti, anche magazzini e negozi possono continuare a operare con maggiore difficoltà.
Nel caso di Ahold Delhaize, la società ha confermato che i problemi hanno riguardato soprattutto le operazioni logistiche nel Benelux e la capacità di effettuare vendite e consegne attraverso i canali online.
La maggior parte delle interruzioni è stata risolta entro circa due settimane, ma il ripristino completo delle normali attività prosegue.
Albert Heijn e Delhaize: problemi logistici e scaffali meno riforniti
servizi digitali rappresentano una componente sempre più importante dell’attività commerciale di queste insegne.
Le piattaforme online permettono ai clienti di effettuare ordini alimentari, selezionare modalità di consegna e organizzare il ritiro degli acquisti.
Un’interruzione dei sistemi informatici può quindi ridurre la capacità di accettare nuovi ordini o di gestire quelli già ricevuti.
Nel comunicato ufficiale del 4 novembre, l’azienda ha riconosciuto che l’incidente ha ridotto, in misura diversa a seconda delle attività, la qualità del servizio offerto ai clienti.
La società ha inoltre presentato le proprie scuse per i disagi.
Anche in questo caso, non risultano conferme di una sospensione totale e simultanea di tutte le attività statunitensi.
Le interruzioni sono state differenziate e hanno interessato soprattutto alcuni servizi digitali.
Bol non è stata colpita dall’attacco di ottobre
Un chiarimento importante riguarda la piattaforma di commercio elettronico bol, appartenente al gruppo Ahold Delhaize.
Sebbene bol sia una delle principali attività digitali della multinazionale, l’azienda ha specificato che la piattaforma non è stata colpita dall’incidente informatico di ottobre.
La precisazione compare espressamente nel comunicato ufficiale sui risultati del terzo trimestre.
È quindi necessario distinguere i problemi registrati nei servizi online di alcune catene di supermercati dal funzionamento della piattaforma bol.
Il gruppo ha comunque segnalato che bol aveva affrontato, nel terzo trimestre, difficoltà nella catena logistica di uno dei propri partner di magazzino.
Si tratta di una circostanza distinta dall’attacco informatico di ottobre, che non deve essere confusa con esso.
Questa differenza è importante per ricostruire correttamente l’estensione della crisi e identificare quali attività abbiano contribuito alle perdite stimate.
L’Europa subirà la maggior parte delle perdite di fatturato
Le conseguenze economiche dell’incidente non saranno distribuite uniformemente tra le attività europee e statunitensi.
Durante la presentazione dei risultati agli analisti, la direzione di Ahold Delhaize ha precisato che circa l’80% della riduzione prevista del fatturato riguarda l’Europa, mentre il restante 20% interessa gli Stati Uniti.
Secondo la trascrizione della conferenza sui risultati finanziari del 4 novembre, i Paesi Bassi sono stati particolarmente interessati dalle conseguenze commerciali dell’incidente.
Applicando le proporzioni dichiarate alla stima complessiva, la distribuzione indicativa è la seguente:
| Area geografica | Impatto stimato sul fatturato |
|---|---|
| Europa, circa 80% | 160–200 milioni € |
| Stati Uniti, circa 20% | 40–50 milioni € |
| Totale | 200–250 milioni € |
Le cifre regionali sono valori indicativi calcolati sulla base delle percentuali comunicate dall’azienda, non previsioni separate pubblicate ufficialmente per ciascun mercato.
La distribuzione dell’impatto sull’utile operativo è invece più equilibrata.
Questo dipende dalle differenti conseguenze che le interruzioni hanno avuto sui margini e dalle misure adottate dalle società locali per ridurre le perdite.
L’impatto economico comprende infatti molto più delle vendite non realizzate.
Perché l’utile operativo potrebbe diminuire fino a 100 milioni di euro
La riduzione del fatturato rappresenta soltanto una parte del danno economico.
Ahold Delhaize prevede che l’incidente informatico abbia un impatto negativo sull’utile operativo sottostante compreso tra 75 e 100 milioni di euro.
Secondo le spiegazioni fornite durante la conferenza con gli analisti, la perdita è collegata a differenti fattori.
Tra questi figurano la diminuzione delle vendite, i maggiori costi del personale impiegato per ripristinare le operazioni, il deterioramento o la perdita di merci e le iniziative promozionali introdotte per riconquistare i clienti.
Il gruppo ha inoltre indicato conseguenze sui contributi commerciali ricevuti dai fornitori e sui ricavi provenienti dalle attività pubblicitarie legate alla distribuzione.
La combinazione di questi elementi spiega perché il costo economico complessivo non possa essere ricostruito considerando soltanto gli ordini annullati.
Un supermercato può infatti continuare a sostenere costi per personale, affitti, energia e gestione dei magazzini anche quando le vendite diminuiscono.
Allo stesso tempo, il ripristino delle attività può richiedere turni straordinari, interventi logistici e attività aggiuntive.
Per questo motivo, le interruzioni possono produrre una riduzione dell’utile proporzionalmente superiore a quella che si potrebbe dedurre dal solo valore del fatturato perso.
L’azienda rivede al ribasso le previsioni finanziarie per il 2026
La conseguenza più rilevante per gli investitori è rappresentata dalla revisione delle prospettive annuali.
Prima dell’incidente, Ahold Delhaize prevedeva una crescita dell’utile per azione sottostante compresa tra valori a una cifra medi e alti, a tassi di cambio costanti.
Dopo l’attacco, la società ha ridotto la previsione a una crescita a una cifra bassa.
Il comunicato societario del 4 novembre non indica un intervallo numerico preciso dell’1–3%, ma utilizza la definizione di crescita low-single-digit.
L’azienda ha modificato anche le previsioni sul margine operativo sottostante, ora atteso vicino al 4%, mentre in precedenza l’obiettivo era formulato come un margine intorno al 4%.
Un’altra revisione riguarda il flusso di cassa libero, o free cash flow.
L’obiettivo annuale è stato ridotto da almeno 2,3 miliardi di euro a circa 2,1 miliardi.
In questo caso, tuttavia, la riduzione non dipende esclusivamente dall’attacco informatico.
La società ha precisato che sulla previsione incidono anche nuove norme relative ai pagamenti ai fornitori in Serbia.
È quindi scorretto attribuire automaticamente tutti i 200 milioni di differenza nell’obiettivo di cassa al solo incidente informatico.
I risultati del terzo trimestre rimangono positivi
L’attacco di ottobre è arrivato dopo un trimestre nel quale Ahold Delhaize aveva registrato risultati complessivamente solidi.
Secondo i dati finanziari pubblicati dal gruppo il 4 novembre, il fatturato netto del terzo trimestre ha raggiunto 23,089 miliardi di euro.
La crescita è stata del 2,6% ai tassi di cambio effettivi e dell’1,9% a cambi costanti.
L’utile operativo secondo i principi IFRS si è attestato a 976 milioni di euro.
L’utile operativo sottostante è stato pari a 946 milioni.
Il gruppo ha inoltre registrato un margine operativo sottostante del 4,1% e un flusso di cassa libero trimestrale di 445 milioni di euro.
Risultati del terzo trimestre 2026
Fatturato netto
€23,1 mld
+2,6% annuo
Utile operativo IFRS
€976 mln
Terzo trimestre
Utile operativo sottostante
€946 mln
Terzo trimestre
Cassa libera generata
€445 mln
Terzo trimestre
Fonte: bilancio trimestrale Ahold Delhaize, 4 novembre 2026. I dati si riferiscono al periodo precedente all’attacco di ottobre.
Questi risultati dimostrano che il gruppo ha affrontato la crisi informatica partendo da una situazione economica relativamente solida.
La società sottolinea infatti che la strategia commerciale di lungo periodo rimane invariata.
Frans Muller: il gruppo prosegue il ripristino delle attività
L’amministratore delegato Frans Muller ha riconosciuto l’impatto significativo dell’attacco sui servizi offerti ai clienti.
Nella dichiarazione ufficiale allegata ai risultati trimestrali, Muller ha ringraziato i dipendenti che hanno lavorato per ripristinare i sistemi, sottolineando la collaborazione con partner e autorità competenti.
Il gruppo ha comunicato che gran parte dei servizi è tornata operativa entro due settimane.
Alcune attività di ripristino proseguono però anche dopo la pubblicazione dei risultati.
Ahold Delhaize ha introdotto iniziative promozionali e altre misure commerciali per riconquistare la fiducia dei clienti che hanno subito disagi.
Muller ha ribadito che l’incidente non modifica gli obiettivi strategici fondamentali dell’azienda.
La crisi ha tuttavia reso evidente l’importanza di rafforzare la capacità di risposta alle minacce informatiche.
Sono stati rubati dati personali dei clienti?
Una delle principali preoccupazioni riguarda la possibilità che gli autori dell’attacco abbiano sottratto informazioni personali.
Il gruppo ha affrontato direttamente questa questione negli aggiornamenti pubblicati durante ottobre.
Nel comunicato del 14 ottobre, Ahold Delhaize aveva dichiarato di non avere, in quel momento, prove di sottrazione di dati relativi a clienti, dipendenti o partner.
È una precisazione importante, ma non rappresenta una garanzia assoluta sull’assenza di qualsiasi violazione.
L’indagine informatica era infatti ancora in corso.
La società non ha divulgato dettagli tecnici completi sull’attacco, spiegando che la diffusione di determinate informazioni avrebbe potuto compromettere le misure di sicurezza e gli accertamenti.
Al momento, le comunicazioni ufficiali disponibili non consentono di attribuire l’operazione a un gruppo specifico.
Non è stato inoltre confermato pubblicamente quale vulnerabilità abbia permesso l’accesso iniziale ai sistemi.
Non sarebbe quindi corretto descrivere l’incidente come un attacco ransomware o affermare che siano stati rubati dati senza ulteriori prove.
Un secondo incidente informatico colpisce i sistemi di refrigerazione
Mentre il gruppo era ancora impegnato nel ripristino delle attività dopo l’attacco di ottobre, un altro episodio ha interessato diversi supermercati europei.
Tra la notte del 1° novembre e lunedì 2 novembre sono stati segnalati malfunzionamenti ai sistemi di refrigerazione in negozi di diversi Paesi.
Secondo Reuters ed Euronews, l’incidente ha provocato anomalie nelle temperature di frigoriferi e congelatori.
I problemi hanno interessato anche alcune decine di negozi Delhaize in Belgio e Lussemburgo.
In diversi punti vendita sono state necessarie verifiche sui prodotti alimentari per garantire il rispetto delle condizioni di conservazione.
Alcuni esercizi hanno dovuto ritirare merci deteriorate.
Il secondo episodio non ha interessato esclusivamente Ahold Delhaize.
Sono state segnalate anomalie anche presso negozi di altre insegne, tra cui Carrefour, Spar e Coop, in differenti Paesi europei.
La presenza di più operatori coinvolti ha sollevato interrogativi sulla sicurezza dei sistemi tecnologici utilizzati per controllare gli impianti di refrigerazione.
Le autorità belghe hanno avviato accertamenti per chiarire le circostanze dell’incidente.
I due attacchi sono collegati?
È necessario distinguere l’incidente informatico di ottobre da quello che ha interessato i sistemi di refrigerazione all’inizio di novembre.
Il primo ha colpito principalmente le infrastrutture digitali e logistiche di Ahold Delhaize.
Il secondo ha riguardato apparecchiature di refrigerazione utilizzate da più operatori della distribuzione europea.
Non esistono, nelle fonti verificate, prove sufficienti per affermare che i due episodi siano stati organizzati dagli stessi responsabili o facciano parte di un’unica operazione.
Secondo l’approfondimento pubblicato da Euronews il 2 novembre, il Centro belga per la cybersicurezza è stato informato dei problemi, mentre la Procura federale ha aperto un’indagine.
Il caso mette in evidenza una vulnerabilità differente: quella dei sistemi informatici che controllano apparecchiature fisiche.
Un’interruzione della refrigerazione può provocare danni economici anche quando i sistemi di pagamento e di gestione degli ordini rimangono funzionanti.
La sicurezza informatica della grande distribuzione riguarda quindi sia le piattaforme digitali sia gli impianti tecnici presenti nei negozi.
Perché un attacco informatico può bloccare una catena di supermercati
Il caso Ahold Delhaize mostra quanto la distribuzione alimentare dipenda dall’integrazione tra sistemi digitali e operazioni fisiche.
I supermercati moderni utilizzano piattaforme informatiche per coordinare acquisti, magazzini, spedizioni, promozioni e vendite.
I centri logistici ricevono informazioni in tempo reale sui prodotti da preparare e sulle destinazioni delle merci.
I negozi utilizzano sistemi digitali per monitorare le scorte e pianificare i riordini.
Le piattaforme online permettono ai consumatori di effettuare acquisti e selezionare orari di consegna.
Queste funzioni sono collegate.
Se un sistema centrale viene disattivato per ragioni di sicurezza, le conseguenze possono propagarsi ad attività che non sono state direttamente compromesse dagli hacker.
La situazione diventa particolarmente delicata nel settore alimentare, dove numerosi prodotti hanno una durata limitata.
Un ritardo logistico può provocare la perdita di opportunità di vendita e, nei casi più gravi, lo spreco di merci.
Il danno può quindi coinvolgere contemporaneamente fatturato, costi operativi e soddisfazione dei clienti.
Le conseguenze per fornitori e partner commerciali
Gli effetti di un attacco informatico contro una grande catena commerciale possono estendersi anche alle imprese esterne.
I fornitori dipendono dalla regolarità degli ordini e delle consegne.
Se un distributore sospende temporaneamente alcune attività, i produttori possono incontrare difficoltà nella programmazione delle spedizioni.
Il problema può essere particolarmente rilevante per i beni freschi e deperibili.
Anche le società di trasporto e i servizi logistici possono subire modifiche dei programmi di lavoro.
Durante la fase di ripristino, invece, la necessità di recuperare ordini e consegne arretrate può determinare un aumento improvviso dell’attività.
Ahold Delhaize ha riconosciuto che l’incidente ha influito anche su alcune attività commerciali collegate ai rapporti con i fornitori.
La società ha indicato, tra i fattori che contribuiscono alla riduzione dell’utile operativo, la perdita di alcuni contributi commerciali e ricavi pubblicitari.
Questo dimostra come le conseguenze economiche possano coinvolgere relazioni contrattuali che vanno oltre la semplice vendita di prodotti al consumatore finale.
La grande distribuzione europea deve rafforzare la cybersicurezza
L’incidente rappresenta un nuovo esempio delle difficoltà affrontate dal settore della distribuzione nel proteggere infrastrutture sempre più digitalizzate.
L’adozione di sistemi automatizzati e piattaforme online ha migliorato l’efficienza, ma ha anche ampliato le possibili superfici di attacco.
Le imprese devono garantire la continuità operativa anche quando una parte dei sistemi informatici viene compromessa o temporaneamente disattivata.
Tra le principali misure di resilienza figurano la separazione dei sistemi critici, la disponibilità di procedure alternative e la capacità di ripristinare rapidamente i servizi.
La protezione deve estendersi anche ai fornitori di tecnologia e ai partner che gestiscono infrastrutture essenziali.
Nel caso di Ahold Delhaize, la società ha scelto di isolare preventivamente alcuni sistemi per contenere l’incidente.
Questa decisione ha avuto un costo commerciale significativo, ma rientra nelle possibili procedure di risposta a una minaccia informatica.
Il problema per le grandi imprese consiste nel bilanciare due necessità: impedire la propagazione di un attacco e mantenere il maggior numero possibile di servizi operativi.
La capacità di raggiungere questo equilibrio rappresenta un elemento sempre più importante della gestione aziendale.
Gli investitori guardano al 2027: confermato un nuovo riacquisto di azioni
Nonostante l’impatto dell’incidente, Ahold Delhaize ha confermato alcuni impegni finanziari di lungo periodo.
Il gruppo ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da un miliardo di euro, con avvio previsto all’inizio del 2027.
La società ha inoltre ribadito l’intenzione di aumentare il dividendo per azione del 2026 a un ritmo percentuale annuo a una cifra media.
Secondo il comunicato sui risultati trimestrali, queste decisioni riflettono la fiducia del management nella capacità dell’azienda di generare valore nel lungo periodo.
Gli investitori dovranno comunque valutare l’evoluzione dei costi di ripristino, il recupero delle vendite e l’andamento dei margini.
La società ha precisato che le proprie stime potranno essere modificate sulla base delle condizioni economiche e delle informazioni disponibili.
Il quadro definitivo dell’impatto finanziario sarà più chiaro con la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2026.
Conclusione: una crisi informatica che mostra il costo reale della dipendenza digitale
L’attacco informatico subito da Ahold Delhaize nell’ottobre 2026 rappresenta un episodio significativo per il settore europeo e internazionale della grande distribuzione.
Il gruppo prevede una riduzione del fatturato del quarto trimestre compresa tra 200 e 250 milioni di euro e un impatto negativo sull’utile operativo fino a 100 milioni.
Le conseguenze hanno riguardato soprattutto i servizi online e la logistica nel Benelux, oltre ad alcune attività digitali negli Stati Uniti.
La società ha dovuto disattivare temporaneamente sistemi informatici, affrontare difficoltà nelle consegne e lavorare per ripristinare progressivamente la normale operatività.
La maggior parte delle interruzioni è stata contenuta entro due settimane, ma alcune attività di recupero proseguono.
Il danno economico non deriva soltanto dall’attacco in sé, ma anche dalle conseguenze che la temporanea indisponibilità dei sistemi informatici produce sulle vendite, sui magazzini, sui fornitori e sui rapporti con i clienti.
La revisione delle previsioni annuali dimostra la portata di questi effetti.
Il gruppo continua tuttavia a registrare risultati operativi positivi e ha confermato i propri principali programmi di remunerazione degli azionisti.
Il nuovo incidente ai sistemi di refrigerazione, verificatosi all’inizio di novembre in diversi Paesi europei, evidenzia inoltre l’importanza di proteggere non soltanto i servizi digitali, ma anche le apparecchiature tecniche utilizzate nei punti vendita.
Per Ahold Delhaize e per l’intero settore della distribuzione, la sfida futura sarà rafforzare la resilienza delle infrastrutture, ridurre il rischio di interruzioni prolungate e garantire che la crescente digitalizzazione non si trasformi in una vulnerabilità capace di compromettere la continuità dei servizi essenziali.
