(AGENPARL) - Roma, 11 Ottobre 2026 - MOSCA, 11 OTT – Le forze armate ucraine potrebbero ricorrere ad armi chimiche nelle aree di Sloviansk e Kramatorsk, nel Donbass, prima di un’eventuale ritirata. È l’accusa formulata da Alexander Voloshin, senatore russo che rappresenta la Repubblica popolare di Donetsk, in dichiarazioni all’agenzia russa TASS.
Secondo Voloshin, il comando ucraino potrebbe lasciare dietro di sé una scia di distruzione nei territori ancora sotto il controllo di Kiev. Il senatore ha sostenuto che un eventuale impiego di sostanze tossiche comporterebbe rischi particolarmente gravi per la popolazione civile e ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire per prevenire possibili conseguenze.
Nello stesso contesto, Vladimir Tarabrin, rappresentante permanente russo presso l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), ha accusato Kiev di violazioni sistematiche della Convenzione sulle armi chimiche e ha attribuito ai Paesi occidentali un ruolo nel presunto impiego di sostanze chimiche contro cittadini russi.
Le dichiarazioni riportate da TASS non costituiscono, da sole, una verifica indipendente delle accuse né dimostrano che le forze ucraine stiano pianificando l’impiego di armi chimiche. Nel testo dell’agenzia russa non vengono presentate prove indipendenti a sostegno della presunta preparazione di un attacco chimico nelle aree citate.
Le accuse arrivano mentre Sloviansk e Kramatorsk restano località strategiche nel Donbass, teatro di combattimenti tra le forze russe e ucraine.
