(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2026 - CAMPI FLEGREI | Un nuovo studio indaga il "motore" della crisi in atto
Un set di oltre 30.000 misure di flussi di anidride carbonica ha permesso
ai ricercatori di approfondire l'analisi della correlazione tra emissione
di anidride carbonica e sollevamento del suolo registrati negli ultimi due
decenni ai Campi Flegrei
[Roma, 8 ottobre 2026]
L'emissione di anidride carbonica (CO2) dal suolo della Solfatara di
Pozzuoli, ai Campi Flegrei, risulta essere aumentata in modo quasi
esponenziale dal 2005, anno di inizio della crisi vulcanica tuttora in
atto. Tale aumento riflette un trend quasi identico di sollevamento del
suolo, che ha raggiunto circa 1,6 metri a Pozzuoli nel dicembre del 2025 e
che si correla con l'intensificarsi della sismicità. Questa correlazione
evidenzia il "motore" dell'attuale fase di unrest (agitazione) della
caldera: la continua risalita di fluidi magmatici che si accumulano a 3-4
km di profondità e risalgono verso l'alto, pressurizzando e riscaldando
l'intero sistema idrotermale sovrastante.
È quanto emerge da un nuovo studio multidisciplinare sulle cause della
crisi vulcanica dei Campi Flegrei condotto da un team di ricercatori
dell'Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell'Università degli Studi
di Perugia e dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli",
appena pubblicato sulla rivista scientifica 'Science Advances'.
Lo studio si basa su un set di dati unico al mondo: oltre 30.000 misure del
flusso di CO2 emesso dal suolo nell'area di Solfatara-Pisciarelli, raccolte
in 27 anni di campagne di monitoraggio (dal 1998 al 2025) con una frequenza
di misura mensile. La CO2 è uno dei gas principali rilasciati dai magmi e
la sua misurazione diffusa dal suolo rappresenta uno strumento fondamentale
per comprendere le dinamiche profonde dei vulcani.
"Mentre la CO2 viene emessa in superficie, notevoli quantità di vapore
acqueo condensano nel sottosuolo. I calcoli termodinamici elaborati nello
studio (usando i flussi di CO2 e la composizione chimica delle fumarole)
indicano che questa condensazione trasferisce alle rocce una notevole
quantità di calore latente", spiega Giulio Bini, ricercatore dell'INGV e
primo autore dello studio.
"Abbiamo stimato che l'energia termica rilasciata dai fluidi risulta essere
un ordine di grandezza superiore all'energia elastica che deforma e solleva
la crosta terrestre e cinque ordini di grandezza superiore all'energia
liberata da tutti i terremoti registrati dal 2005 al 2025", aggiunge Giovanni
Chiodini, Dirigente di Ricerca associato presso l'INGV e co-autore
dell'articolo.
"L'evidenza più diretta di questo riscaldamento dovuto alla
pressurizzazione e condensazione dei fluidi è l'aumento di oltre 10°C della
temperatura media del suolo registrata alla Solfatara negli ultimi due
decenni", sottolinea Stefano Caliro, Dirigente Tecnologo responsabile del
monitoraggio geochimico dei vulcani campani presso l'INGV e co-autore della
ricerca.
Questo lavoro si è basato sul dataset geochimico più completo mai
utilizzato per il monitoraggio dei Campi Flegrei: i risultati confermano
che il monitoraggio dei flussi di CO2 dal suolo e della composizione
chimica delle fumarole, integrato con i dati geodetici e sismologici,
è uno strumento
fondamentale per tracciare l'evoluzione del vulcano e per la mitigazione
del rischio in un'area densamente popolata.
Link all'articolo
Link utili:
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV)
Università degli Studi di Perugia
Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
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Figura: Emissione di CO2 dal suolo della Solfatara di Pozzuoli (in
tonnellate al giorno; cerchi blu nel Pannello A) e temperatura misurata a
circa 10 cm di profondità (miniatura nel Pannello A). Il Pannello B mostra
che l'aumento quasi esponenziale dell'emissione di CO2 (andamento
evidenziato con linea blu) si correla con il sollevamento del suolo
registrato a Pozzuoli (linea rossa) e con la sismicità (barre grigie),
riportata come numero di terremoti al mese sotto l'area della Solfatara di
Pozzuoli. Il Pannello C mostra il flusso di vapore che condensa in
profondità (linea blu), riscaldando il sistema.
![[INGV Comunicato stampa] CAMPI FLEGREI | Un nuovo studio indaga il “motore” della crisi in atto](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/10/image-654x1024.jpeg)