(AGENPARL) - Roma, 22 Settembre 2026 - REBUILD Expo Italia arriva per la prima volta al quartiere fieristico di Rimini dal 17 al 19 novembre 2026, con l’obiettivo di mettere a confronto tecnologie, progetti e competenze che stanno contribuendo alla trasformazione del modello costruttivo. Industrializzazione, sostenibilità e digitalizzazione saranno i temi centrali della manifestazione, che riunirà architetti, ingegneri, imprese di costruzione, sviluppatori immobiliari, progettisti, investitori, pubbliche amministrazioni e aziende specializzate che puntano a una costruzione più competitiva, efficiente e decarbonizzata attraverso un nuovo modello costruttivo industrializzato.
L’evoluzione della costruzione industrializzata sarà affrontata, da un lato, nell’area espositiva con la presentazione della mostra internazionale “Hors Site (mais pas hors-sol)”, promossa dalla Maison de l’Architecture Île-de-France, e, dall’altro, attraverso il programma del Congresso di Architettura Avanzata e Costruzioni 4.0, con il Forum sull’Industrializzazione, dedicato al confronto sui nuovi modelli produttivi. Due prospettive complementari per mostrare come l’industrializzazione stia modificando il modo di progettare, produrre e realizzare gli edifici.
Sedici progetti per raccontare l’evoluzione dell’off-site
REBUILD Expo Italia ospiterà la mostra “Hors Site (mais pas hors-sol)”, che esplora la storia e l’evoluzione della costruzione off-site attraverso 16 progetti internazionali. La mostra è organizzata attorno a quattro categorie – New Craftsmanship, Circle of Life, Affordability and Approachability e Researches and Experimentations – che evidenziano differenti approcci all’industrializzazione, dalla sperimentazione tecnologica alla circolarità, dall’accessibilità alla ricerca di nuovi linguaggi progettuali.
Tra i progetti presentati figurano 9 Logements Sociaux Paris XV, di Raphaël Gabrion; Collège Niki de Saint Phalle, di Maira Caldoncelli Vidal / MU Architecture; 15 Clerkenwell Close, di Amin Taha / Groupwork Architects; The Gantry at Here East, di Nick Gaskell / HawkinsBrown; Züri-Modular, di Kathrin Merz / Bauart Architekten; e Europa, di Philippe Samyn / Samyn & Partners. Una selezione che mostra come la produzione fuori dal cantiere possa tradursi in soluzioni diverse per abitazioni, edifici pubblici, spazi collettivi e interventi di trasformazione del patrimonio esistente.
La mostra riunisce inoltre esperienze provenienti da studi di architettura e centri di ricerca internazionali, tra cui Tank, Bjarke Ingels Group, Renzo Piano Building Workshop e Shigeru Ban Architects. Sul fronte della ricerca sarà presentato anche Striatus, il ponte pedonale ad arco in calcestruzzo non armato, realizzato attraverso la stampa 3D e sviluppato dalla Zaha Hadid Architects Computation & Design Group (ZhaCODE) insieme al Block Research Group dell’ETH di Zurigo.
Anche l’Università di Stoccarda avrà un ruolo di primo piano attraverso l’Institute for Computational Design and Construction (ICD) e l’Institute of Building Structures and Structural Design (ITKE), impegnati in attività di ricerca sperimentale che combinano robotica, natura e materiali come legno e fibre.
La mostra vedrà inoltre la partecipazione dei suoi curatori: Asma Snani, direttrice della Maison de l’Architecture Île-de-France; Eva Madec, co-curatrice; e Francesco Marinelli, di IT’S Architettura, anch’egli co-curatore.
Dalla fabbrica al cantiere: nuove prospettive per la costruzione
Il tema dell’industrializzazione sarà approfondito anche dal Forum sull’Industrializzazione, all’interno del Congresso di Architettura Avanzata e Costruzioni 4.0. Esperti come Furio Barzon, Segretario generale del Modular Building Institute Italia; Lorenzo Lipparini, Comunicazione e Relazioni istituzionali di EDERA; Paolo Mezzalama, partner di IT’S Architettura; e Marco Amatore, ingegnere di Nova Building, tra gli altri, analizzeranno le trasformazioni che stanno interessando il settore, dal rapporto tra produzione industriale e cantiere alle nuove metodologie di progettazione e assemblaggio.
Il confronto guarderà anche ad altri comparti industriali per individuare modelli potenzialmente applicabili alle costruzioni. In particolare, Luca Bernardoni, CEO di Archilinea, analizzerà il modello della Motor Valley emiliana, interrogandosi su cosa il settore AECO possa imparare dall’integrazione tra competenze, industria, università e formazione che caratterizza il comparto automobilistico.
Tra gli appuntamenti in programma figura anche la presentazione, affidata a Eugenio Kannès, presidente di INCO Associazione, di una nuova monografia dedicata ai dati sull’industrializzazione delle costruzioni in Italia, nata con l’obiettivo di sistematizzare informazioni oggi frammentate e costruire un quadro di riferimento per seguire nel tempo l’evoluzione del mercato.
Il passaggio dalla costruzione tradizionale a un modello industrializzato sarà inoltre al centro dell’intervento di Thomas Miorin, fondatore e CEO di EDERA – Offsite hub, che analizzerà il rapporto tra produzione in ambienti controllati, prefabbricazione, digitalizzazione, riduzione degli sprechi e qualità del processo costruttivo.
Silvia Rossi, Direttore generale di Clust-ER BUILD, approfondirà invece il ruolo della scala produttiva, della prefabbricazione, della supply chain e delle metodologie DfMA per aumentare l’efficienza delle costruzioni.
Un dialogo tra architettura, industria e ricerca
Attraverso la mostra e il programma congressuale, REBUILD Expo Italia propone un confronto che mette in relazione progettazione, produzione e costruzione, mostrando come l’industrializzazione non coincida soltanto con la prefabbricazione, ma coinvolga l’intero processo: dalla progettazione alla produzione, dalla gestione dei materiali all’assemblaggio, fino alla digitalizzazione e alla formazione delle competenze.
“L’industrializzazione sta aprendo una nuova fase per il settore delle costruzioni, nella quale architettura, produzione e tecnologia sono sempre più interconnesse”, afferma Gema Traveria, direttrice di REBUILD Expo Italia. “Con Hors Site (mais pas hors-sol) vogliamo mostrare, attraverso progetti concreti, come l’off-site stia già generando nuove possibilità progettuali, mentre il programma congressuale offrirà uno spazio di confronto sulle condizioni necessarie perché questi modelli possano svilupparsi anche in Italia”.
