(AGENPARL) - Roma, 22 Settembre 2026 - «Quanto emerso a Pesaro, con quattro giovanissimi indagati per la presunta fabbricazione e sperimentazione di bottiglie incendiarie, è un fatto che non può essere sottovalutato. Secondo quanto riferito dai Carabinieri, gli indagati sarebbero vicini a collettivi studenteschi e a soggetti riconducibili ad ambienti antagonisti, un'area tradizionalmente riconducibile alla sinistra radicale. Naturalmente, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, spetta ora alla magistratura accertare responsabilità e finalità».
«Siamo prossimi a una nuova stagione elettorale e proprio in questa fase il confronto politico deve essere ancora più libero, civile e democratico. Non possiamo permettere che, dentro la galassia antagonista, il dissenso venga trasformato in intimidazione o, peggio ancora, nella preparazione di strumenti di violenza».
«La politica si fa con le idee, con il consenso e con la partecipazione democratica, non con le Molotov. Massima attenzione, dunque, a ogni segnale di radicalizzazione e violenza politica, soprattutto in un periodo delicato come quello che ci apprestiamo ad affrontare».
«La democrazia deve essere un luogo nel quale anche il dissenso più duro trova spazio, ma sempre attraverso strumenti pacifici e democratici. Su questo non possono esserci ambiguità: massima libertà nel manifestare le proprie idee, massima fermezza contro chi pensa di sostituire alle idee la violenza», conclude Pietrella.
