(AGENPARL) - Roma, 12 Settembre 2026 - "Arrivano le prime piogge e, puntualmente, arrivano anche i primi
allagamenti causati dai tombini ostruiti. Dallo Zen a Mondello, la storia è
sempre la stessa. Bastano 10 minuti di pioggia per mettere in ginocchio la
città.
A Palermo la prevenzione continua ad considerata alla stregua del
misticismo. E invece è scienza esatta: si programma, si interviene prima
dell'emergenza e si manutengono con regolarità le infrastrutture. Non ci si
può ricordare dei tombini soltanto quando l'acqua ha già invaso le strade.
E, mentre Amap e Rap discutono su chi debba prendere la palla, la palla
finisce in porta e a pagare il conto, come sempre, sono i cittadini.
È lo stesso schema già visto sul fronte della prevenzione degli incendi
boschivi a livello regionale. Si interviene dopo, quando il danno è fatto,
invece di investire seriamente sulla prevenzione.
E allora, anziché attaccare sterilmente le opposizioni e la stampa,
colpevoli soltanto di raccontare i disservizi che i palermitani vivono
sulla propria pelle, il sindaco Lagalla dovrebbe fare una cosa molto più
semplice: guardarsi allo specchio.
Perché il problema non è chi denuncia gli allagamenti. Il problema è chi
governa una città che, alla prima pioggia, si ritrova ancora una volta
impreparata.
La prevenzione non è propaganda e non è un optional. È un dovere di chi
amministra. E a Palermo, evidentemente, qualcuno continua a dimenticarlo".
comunale e componente della Terza commissione consiliare che ha competenza
sulle aziende partecipate.
![[Comune Palermo] Amella: “Prime piogge, primi allagamenti. A Palermo la prevenzione è ancora un’utopia](https://agenparl.eu/wp-content/uploads/2026/09/1000805244-755x1024.jpg)