(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - La partita sul nucleare iraniano al Consiglio dei governatori dell’AIEA si surriscalda con una mossa diplomatica a tre blocchi. Iran, Russia e Cina hanno respinto congiuntamente la bozza di risoluzione anti-Teheran presentata dagli Stati Uniti e dall’E3 (Germania, Francia e Gran Bretagna), bollandola come un’iniziativa priva di qualsiasi base giuridica e politicamente motivata.
Nel corso della riunione a Vienna, la dichiarazione congiunta letta dai tre Paesi ha puntato l’indice contro il tentativo di attivare il meccanismo “snapback”, ricordando che tutte le disposizioni della Risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza ONU sono formalmente cessate il 18 ottobre 2025. Per Mosca, Pechino e Teheran, qualsiasi pressione volta a deferire nuovamente la questione al Consiglio di Sicurezza calpesta il diritto internazionale e ignora la realtà sul campo, segnata dai recenti attacchi subiti dagli impianti nucleari iraniani che avrebbero reso impossibile l’ordinaria applicazione delle salvaguardie tecniche.
Nonostante le tensioni e gli scenari di crisi, la nota sottolinea il recente accesso concesso agli ispettori nel sito di Bushehr a metà settembre, prova — secondo i firmatari — della volontà di mantenere un canale di dialogo costruttivo. La critica si sposta poi direttamente contro i coautori occidentali della risoluzione, accusati di ignorare le cause primarie dell’escalation e di usare il dossier nucleare come strumento di pressione geopolitica. La richiesta formale di registrare la dichiarazione come documento ufficiale INFCIRC suggella l’intenzione del blocco sino-russo-iraniano di mettere a verbale la propria opposizione frontale alle linee guida occidentali.
