(AGENPARL) - Roma, 27 Agosto 2026 - Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che dispone, per l’uso ufficiale del governo federale degli Stati Uniti, la ridenominazione del Lago Ontario in «Lake America», Lago America. La decisione, annunciata giovedì 27 agosto 2026 nello Studio Ovale, arriva nel pieno di un nuovo deterioramento dei rapporti tra Washington e Ottawa e ripropone la strategia già utilizzata dal presidente statunitense con il Golfo del Messico, ribattezzato «Golfo d’America» per gli usi federali americani.
«Cambieremo il nome del Lago Ontario, con effetto immediato, in Lago America», ha dichiarato Trump prima di firmare il provvedimento.
L’ordine incarica il Dipartimento degli Interni e il Board on Geographic Names di modificare i registri geografici federali, comprese mappe e documentazione ufficiale. Il provvedimento non può però obbligare il Canada, le organizzazioni internazionali o altri soggetti esterni al governo federale americano ad adottare la nuova denominazione.
«In onore della storia americana dei Grandi Laghi»
Il provvedimento è presentato dalla Casa Bianca come parte della politica inaugurata dall’Ordine Esecutivo 14172 del 20 gennaio 2025, dedicato al «ripristino dei nomi che onorano la grandezza americana».
Nell’ordine, Trump sostiene che i nomi dei grandi monumenti naturali debbano riconoscere «gli straordinari contributi del popolo americano» e il patrimonio storico nazionale.
La Casa Bianca attribuisce agli Stati Uniti un ruolo centrale nella tutela e nella fruibilità economica dei Grandi Laghi e cita, tra le motivazioni, gli investimenti americani nella protezione dell’ecosistema, la navigazione commerciale e l’attività della Guardia Costiera.
Il testo sostiene che gli Stati Uniti forniscano nove delle undici navi rompighiaccio operative sui Grandi Laghi e afferma che Washington avrebbe investito quasi 4 miliardi di dollari nell’ultimo decennio per proteggere l’ecosistema di acqua dolce della regione.
Sono argomenti utilizzati dall’amministrazione per costruire una giustificazione storica ed economica alla nuova denominazione.
Per Washington diventa «Lake America»
La parte centrale dell’ordine stabilisce che il corpo idrico conosciuto come Lago Ontario venga ufficialmente indicato dal governo federale americano come «Lake America».
L’amministrazione sottolinea il ruolo avuto dal lago nella storia degli Stati Uniti, dall’epoca coloniale alla Guerra del 1812, ricordando Oswego e Sackets Harbor e l’importanza della navigazione per commercio, costruzione navale e operazioni militari.
Il lago viene inoltre descritto come una componente fondamentale del sistema dei Grandi Laghi e della Via navigabile del San Lorenzo.
Ancora oggi quel sistema costituisce un corridoio commerciale strategico tra il cuore industriale nordamericano e l’Atlantico.
Un lago condiviso con il Canada
C’è però una caratteristica geografica e politica che rende il provvedimento particolarmente controverso: il Lago Ontario non appartiene esclusivamente agli Stati Uniti.
Il lago si estende tra lo Stato di New York e la provincia canadese dell’Ontario. Secondo AP, circa il 52% della sua superficie si trova sul lato canadese.
L’ordine americano non modifica quindi il confine internazionale e non attribuisce agli Stati Uniti nuove acque territoriali.
La distinzione è essenziale: rinominare un luogo nei registri federali statunitensi non equivale ad acquisire sovranità sulla parte canadese del lago.
Il governo canadese non è obbligato a utilizzare «Lake America» e può continuare a chiamarlo Lake Ontario. Lo stesso vale per altri governi e organismi internazionali.
Entro 30 giorni dovranno cambiare i registri federali
Trump ha dato al segretario degli Interni il compito di attuare concretamente la decisione.
Entro 30 giorni, secondo il provvedimento, dovranno essere adottate le misure necessarie per inserire «Lake America» nel Geographic Names Information System, il sistema utilizzato dal governo federale per standardizzare i nomi geografici.
Il cambiamento dovrà poi essere recepito nei riferimenti utilizzati dai dipartimenti e dalle agenzie federali.
Questo significa che «Lake America» dovrebbe progressivamente comparire su mappe governative, contratti, documenti e comunicazioni ufficiali statunitensi.
La portata giuridica internazionale rimane però molto diversa da quella interna.
Trump: «Nessun messaggio al Canada»
La tempistica ha inevitabilmente attirato l’attenzione.
La firma arriva infatti nel mezzo di un pesante scontro commerciale tra Stati Uniti e Canada, dopo il fallimento dei negoziati e l’introduzione di nuovi dazi.
Interrogato sul messaggio che intendesse mandare a Ottawa con il cambio di nome, Trump ha risposto: «Nessun messaggio».
Subito dopo, tuttavia, ha nuovamente accusato il Canada di essersi approfittato per lungo tempo degli Stati Uniti sul commercio e ha sostenuto che Washington garantisca la difesa del vicino settentrionale senza ricevere un’adeguata contropartita.
Il contesto rende quindi difficile separare completamente il valore simbolico della ridenominazione dalla crisi diplomatica e commerciale in corso.
Dalla guerra dei dazi alla battaglia sui nomi
Soltanto due giorni prima della firma, Trump aveva pubblicamente ventilato la possibilità di chiamare il lago «Lake America».
La proposta era arrivata mentre il confronto commerciale con Ottawa diventava sempre più duro.
Washington ha imposto pesanti tariffe su prodotti canadesi dopo il fallimento dei negoziati, mentre il governo canadese ha reagito annunciando contromisure.
Il Lago Ontario è inoltre particolarmente simbolico perché separa New York dalla provincia dell’Ontario, cuore industriale e demografico del Canada.
Il nome stesso del lago ha una storia molto più antica degli attuali Stati nazionali nordamericani: secondo AP, deriva da una parola indigena irochese/huron associata all’idea delle «acque splendenti».
Il precedente del «Golfo d’America»
La mossa segue direttamente il precedente creato nel 2025.
All’inizio del secondo mandato Trump aveva disposto che il governo federale americano utilizzasse «Gulf of America» al posto di «Gulf of Mexico».
Anche in quel caso la modifica riguardava l’utilizzo statunitense e non obbligava altri Paesi a riconoscere la denominazione.
Il modello seguito per il Lago Ontario è sostanzialmente analogo: utilizzare l’autorità dell’esecutivo sui registri e sulle agenzie federali per imporre una nuova denominazione all’interno dell’amministrazione americana.
«Abbiamo un Golfo e abbiamo un Lago. Ora ci serve un oceano»
Trump ha accompagnato la firma con una battuta destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito.
Dopo aver ricordato il «Golfo d’America» e il nuovo «Lago America», il presidente ha osservato che agli Stati Uniti mancherebbe ora soltanto un oceano con una nuova denominazione.
«Abbiamo un Golfo e abbiamo un Lago. Ora tutto ciò che ci serve è un oceano», ha detto, arrivando a ipotizzare ironicamente di cambiare il nome dell’Atlantico, del Pacifico o di entrambi.
Non risulta al momento un provvedimento concreto in questo senso.
Il significato economico del Lago Ontario
Al di là della disputa sul nome, l’importanza economica del lago è indiscutibile.
Il Lago Ontario costituisce il più orientale dei cinque Grandi Laghi ed è collegato all’Oceano Atlantico attraverso il sistema del San Lorenzo.
Per gli Stati Uniti rappresenta storicamente una via di comunicazione essenziale per New York e per le economie dell’interno.
L’ordine firmato da Trump richiama esplicitamente il movimento di minerale di ferro, calcare, carbone, prodotti agricoli e altre materie prime attraverso il più ampio sistema Grandi Laghi-San Lorenzo.
Le sue acque vengono inoltre utilizzate per l’approvvigionamento delle comunità locali e contribuiscono al funzionamento di diverse infrastrutture energetiche.
È proprio questa importanza economica che la Casa Bianca utilizza come uno degli argomenti a sostegno del nuovo nome.
Una decisione soprattutto simbolica, ma politicamente esplosiva
Dal punto di vista internazionale, il provvedimento non trasforma il Lago Ontario in un lago statunitense e non impone al Canada di adottare «Lake America».
Dal punto di vista politico, tuttavia, il significato è considerevole.
La decisione arriva mentre le relazioni tra due Paesi storicamente alleati sono attraversate da un grave scontro commerciale e da una retorica sempre più aspra.
Trump insiste sul contributo americano alla sicurezza, alla navigazione e alla tutela dei Grandi Laghi. I critici sottolineano invece che il Lago Ontario è uno specchio d’acqua internazionale condiviso e che Washington non possiede l’autorità per imporre unilateralmente il nuovo nome al resto del mondo.
Entrambe le cose possono essere vere contemporaneamente: il presidente può imporre una denominazione per gli usi del governo federale americano, ma non può obbligare il Canada a riconoscerla.
Da oggi due nomi per lo stesso lago?
La conseguenza più probabile è quindi la coesistenza delle denominazioni.
Nei documenti e nelle mappe ufficiali del governo federale degli Stati Uniti comparirà progressivamente «Lake America», una volta completato l’aggiornamento dei registri previsto dall’ordine.
In Canada continuerà invece a essere Lago Ontario, salvo improbabili decisioni autonome di Ottawa.
Anche aziende private, editori cartografici e piattaforme digitali dovranno decidere quale convenzione adottare. Il precedente del Golfo del Messico mostra come le denominazioni ufficiali statunitensi possano essere recepite in forme differenti da servizi e organizzazioni private.
Con una firma nello Studio Ovale, dunque, Trump ha trasformato uno dei cinque Grandi Laghi in un nuovo terreno di confronto simbolico tra Stati Uniti e Canada.
Per Washington, almeno nei documenti federali, sarà Lake America. Per Ottawa e per buona parte del resto del mondo, almeno per ora, resta Lake Ontario.
