(AGENPARL) - Roma, 10 Agosto 2026 - "La presidente di AICA guida un'azienda pubblica che gestisce un servizio essenziale. Non è patrimonio di una parte politica, né di chi la amministra temporaneamente: appartiene ai Comuni e, soprattutto, alle cittadine e ai cittadini della provincia di Agrigento, ai quali deve trasparenza, responsabilità e risultati.
La sua replica, ancora una volta, si distingue per toni intimidatori e argomentazioni che, in alcuni passaggi, risultano persino paradossali. È un atteggiamento che abbiamo già visto nei confronti di cittadini, amministratori locali, rappresentanti politici e giornalisti, che hanno semplicemente esercitato il diritto di critica. Oggi è rivolto a una parlamentare della Repubblica nell'esercizio delle proprie funzioni.
Resta da capire quale sia l'obiettivo: scoraggiare il dissenso o spostare l'attenzione dalle evidenti criticità nella gestione del servizio idrico? In ogni caso, chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di confrontarsi con le osservazioni e di rendere conto del proprio operato, non di provare a delegittimare chi pone domande o solleva questioni.
Il senso della mia denuncia è chiaro e lo ribadisco, nel tentativo di agevolarne la comprensione linguistica e lessicale: la gestione fallimentare di Aica è l'alibi della destra di governo per il ritorno alla gestione privata del servizio idrico in provincia di Agrigento.
È la mia ennesima presa di posizione in questo senso, perché la considero da tempo una prospettiva possibile e profondamente sbagliata, che va contrastata garantendo equità, efficienza, qualità e credibilità nella gestione pubblica.
Chi amministra AICA dovrebbe ricordare che un parlamentare, quando esercita le proprie funzioni istituzionali, non parla a titolo personale, ma rappresenta le cittadine e i cittadini che gli hanno affidato un mandato e che il confronto istituzionale merita rispetto.
Per questo invito la presidente Nobile a concentrare tempo ed energie sulla missione che le è stata affidata: assicurare un servizio idrico efficiente, equo e all'altezza delle esigenze del territorio, evitando che i sindaci siano costretti – come è accaduto al sindaco Salvatore Pitrola – ad assumere iniziative straordinarie e di necessità per garantire l'acqua alle persone e alle famiglie esasperate. A lui rinnovo la mia vicinanza e la mia solidarietà.
Per le stesse ragioni, è opportuno che l'ufficio legale dell'azienda, finanziato con risorse dei contribuenti, venga impiegato prioritariamente per tutelare gli interessi di AICA e dei cittadini, a partire dal recupero dei crediti maturati nei confronti degli enti morosi.
Occorre interrompere, con decisione, i comportamenti arbitrari di chi ritiene ancora di non adeguarsi agli obblighi di legge. E non può tollerarsi ulteriormente la disattenzione e la copertura ad atteggiamenti che danneggiano la collettività. Non siamo ad Atreju, dove è tollerabile la difesa di interessi di parte. Stiamo parlando della gestione di un servizio pubblico, che è di tutte e di tutti.
È lecito chiedere chiarezza e trasparenza su come viene distribuita l'acqua dell'ex Consorzio Acquedotto Tre Sorgenti, correttamente acquisito da AICA e da essa gestito? Equamente tra i comuni che ne facevano parte? Oppure è vero che esiste una sperequazione territoriale? È lecito chiedersi il perché del silenzio della Regione Siciliana?
Rimangono aperte una serie di questioni che meritano chiarezza, e che saranno oggetto in tempi brevi di un mio atto ispettivo. È uno strumento previsto dalle prerogative parlamentari e sarà utilizzato, come sempre, esclusivamente nell'interesse delle cittadine e dei cittadini che ho l'onore e il dovere di rappresentare". Così in una nota la deputata del Pd, Giovanna Iacono.
Roma, 10 agosto 2026