(AGENPARL) - Roma, 3 Agosto 2026 - "Il testo che arriva oggi in Aula sul cinema e l'audiovisivo nasce dalla proposta di legge a prima firma della segretaria nazionale del Partito Democratico Elly Schlein, depositata nell'aprile 2025, sull'istituzione dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo. Da quella proposta è partito un percorso che ha successivamente raccolto i contributi di altre forze politiche, fino ad arrivare a un testo unificato frutto di un lavoro parlamentare condiviso". Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, intervenendo in discussione generale.
"Non era scontato raggiungere questo risultato, soprattutto in una fase di forte contrapposizione politica. Il Parlamento ha saputo però costruire una sintesi nell'interesse del settore, grazie anche al confronto con oltre 50 tra associazioni, operatori, produttori, lavoratori ed esperti ascoltati in Commissione".
"Per il Partito Democratico questa riforma rappresenta un passaggio importante: il cinema e l'audiovisivo sono un settore strategico per il Paese, che unisce cultura, libertà creativa, occupazione, innovazione e sviluppo economico. La proposta Schlein aveva un obiettivo preciso: creare un'Agenzia autonoma e professionale capace di accompagnare il comparto, garantendo maggiore stabilità al settore e tutelando alcuni diritti fondamentali dei lavoratori dell'industria cinematografica e audiovisiva, a partire dalle condizioni di lavoro e dalle loro esigenze di protezione sociale".
"Il testo finale contiene inoltre altre misure importanti per il comparto: il sostegno ai lavoratori dello spettacolo, il supporto alle sale e alle produzioni indipendenti, la riforma delle commissioni ministeriali e l'istituzione del Forum del cinema e dell'audiovisivo come luogo permanente di confronto con il settore".
"Adesso sarà necessario arrivare rapidamente all'approvazione definitiva della legge e garantire una sua piena e concreta attuazione. Serve finalmente lasciare il cinema e l'audiovisivo fuori da uno sterile scontro politico che in questi anni non ha fatto bene al settore. Governo e maggioranza hanno il dovere di superare le contrapposizioni e prendere spunto dall'impegno comune realizzato intorno a questa proposta e lavorare finalmente nell'interesse di un comparto strategico per il Paese, dei suoi lavoratori e del suo futuro".
Roma, 3 agosto 2026