(AGENPARL) - Roma, 30 Luglio 2026 - Una nuova ondata di violenze sta colpendo duramente i più piccoli in Sudan. Nello stato del Nord Kordofan, dall’inasprimento degli scontri nei pressi della città di Al Obeid registrato a fine maggio, almeno 23 bambini hanno perso la vita e altri 25 sono rimasti feriti.
Il bilancio drammatico è stato reso noto dall’UNICEF, che accende i riflettori su una situazione umanitaria sempre più insostenibile.
Escalation di violenza e ultimi episodi
La tragedia più recente risale al 24 luglio nella località di Burbur, situata a sud di Al Obeid. Nel raid hanno perso la vita quattro minori — due maschi e due femmine — di età compresa tra gli 8 e i 16 anni.
Analizzando i dati forniti dall’agenzia ONU, la conta delle piccole vittime nel Nord Kordofan traccia un trend allarmante nei singoli mesi:
- Maggio: Si registrano 10 vittime infantili, tra cui un neonato di appena due mesi di vita.
- Giugno: Il bilancio sale a circa 30 bambini feriti o uccisi a causa delle ostilità.
- Luglio: Con l’ultimo attacco nella zona di Burbur, il numero dei minori colpiti sale a quota otto.
Il bilancio nazionale nei primi sei mesi dell’anno
Sheldon Yett, rappresentante dell’UNICEF nel Paese, ha rimarcato come ogni giovane vita spezzata rappresenti una ferita insanabile per intere famiglie e per il futuro della nazione, ribadendo che sono proprio i minori a subire le conseguenze più pesanti del conflitto.
Estendendo lo sguardo all’intero territorio nazionale, i dati dei primi sei mesi dell’anno parlano chiaro: ben 330 bambini sono rimasti uccisi o feriti da gennaio a oggi.
L’appello umanitario dell’organizzazione
Di fronte a questo scenario catastrofico, l’UNICEF ha lanciato un forte richiamo rivolto a tutti i gruppi armati coinvolti nel conflitto, chiedendo di:
- Garantire la protezione dei civili e attenersi rigorosamente alle norme del diritto internazionale umanitario.
- Adottare ogni precauzione per tenere i minori lontani dai teatri di scontro.
- Mettere in sicurezza i servizi primari, salvaguardando scuole, presidi sanitari e reti idriche.
La guerra in Sudan, giunta ormai al suo quarto anno consecutivo, continua ad alimentare una delle peggiori emergenze umanitarie a livello globale, costringendo milioni di bambini a fare i conti con la fame, lo sfollamento forzato e la privazione dei servizi essenziali.
