(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Il quadro istituzionale di Yerevan si è ufficialmente sbloccato. Il presidente armeno Vahagn Khachaturyan ha firmato il decreto di rinomina per Nikol Pashinyan, che torna così alla guida del paese per un nuovo mandato. Un passaggio ampiamente previsto dopo l’esito delle urne, che restituisce adesso la pienezza formale dei poteri all’esecutivo.
I passaggi istituzionali e i numeri del parlamento
La procedura rispetta in pieno l’iter previsto dalla legge:
- Le dimissioni tecniche: Con la prima seduta della nuova Assemblea Nazionale, l’esecutivo uscente ha presentato le dimissioni di rito, continuando a occuparsi degli affari correnti fino al completamento della squadra di governo.
- La maggioranza alla Camera: Il partito di Pashinyan, Contratto Civile, si è assicurato 64 seggi su 105 nel parlamento. Una solida maggioranza che ha permesso di indicare direttamente il leader come candidato premier senza la necessità di coalizioni complesse.
Cosa c’è in gioco per il nuovo governo
La riconferma arriva in una fase di profonda ridefinizione geopolitica per l’Armenia:
- I rapporti con l’estero: Pashinyan prosegue nella strategia di smarcamento dalla tradizionale orbita russa, aprendo a forti sinergie e dialoghi con l’Unione Europea.
- Il percorso di pace: Sul fronte regionale, il governo deve blindare i fragili equilibri nel Caucaso, puntando a chiudere definitivamente i conti con gli strascichi dei conflitti passati attraverso accordi stabili con i paesi confinanti.
La riconferma arriva in una fase di profonda ridefinizione geopolitica per l’Armenia, in cui il premier è chiamato a proseguire la delicata strategia di smarcamento dalla tradizionale orbita russa per blindare i fragili equilibri regionali attraverso accordi stabili con i paesi vicini.
