(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - La Kuwait Oil Company firma il più grande investimento diretto estero mai realizzato nel Paese. Il progetto, sostenuto da Blackstone, Brookfield e KKR, punta a rafforzare il settore energetico e a sostenere l’obiettivo di aumentare la produzione petrolifera a 4 milioni di barili al giorno entro il 2035.
Il Kuwait compie un passo storico nella propria strategia di sviluppo economico e nel rafforzamento del settore energetico, annunciando il più grande investimento diretto estero (IDE) mai registrato nel Paese. La Kuwait Petroleum Corporation (KPC) ha reso noto che la sua controllata Kuwait Oil Company (KOC) ha sottoscritto un accordo del valore di 16 miliardi di dollari con un consorzio internazionale guidato dai colossi degli investimenti Blackstone, Brookfield e KKR.
L’operazione, denominata Project Peregrine, rappresenta una delle più importanti transazioni infrastrutturali mai concluse nel settore energetico del Golfo e punta a modernizzare la gestione della rete nazionale di oleodotti, garantendo al tempo stesso nuove risorse finanziarie per sostenere gli ambiziosi programmi di espansione della produzione petrolifera kuwaitiana.
Il progetto Peregrine
Il cuore dell’accordo è rappresentato da una complessa operazione di leasing e leaseback riguardante l’intera rete nazionale di oleodotti destinati sia al trasporto interno sia all’esportazione del greggio.
L’intesa coinvolge tutte le 13 condotte gestite da Kuwait Oil Company, che si estendono complessivamente per circa 320 chilometri.
Per realizzare il progetto verrà costituita una joint venture che acquisirà in locazione i diritti di utilizzo della rete di oleodotti.
Successivamente, la stessa joint venture concederà a KOC i diritti esclusivi di utilizzo, gestione e manutenzione delle infrastrutture per un periodo di 20 anni e mezzo, attraverso un sistema tariffario basato sui volumi di petrolio trasportati.
La struttura dell’accordo
L’operazione è stata progettata per consentire al Kuwait di attrarre capitali internazionali senza perdere il controllo delle proprie infrastrutture strategiche.
La nuova società sarà infatti partecipata:
- per il 51% da Kuwait Oil Company;
- per il restante 49% dal consorzio internazionale guidato da Blackstone, Brookfield e KKR.
Questa struttura consente allo Stato kuwaitiano di mantenere la maggioranza e il controllo operativo degli asset energetici, beneficiando allo stesso tempo dell’ingresso di investitori privati di livello globale.
Liquidità immediata per nuovi investimenti
Secondo Kuwait Petroleum Corporation, il progetto genererà per Kuwait Oil Company un incasso iniziale di circa 7,85 miliardi di dollari al momento del completamento dell’operazione.
Le risorse saranno destinate a finanziare il piano di investimenti della compagnia nazionale, con particolare attenzione allo sviluppo delle attività di esplorazione, produzione e trasporto del petrolio.
Uno degli obiettivi strategici fissati da KPC consiste nell’aumentare la capacità produttiva del Paese fino a 4 milioni di barili di petrolio al giorno entro il 2035, rafforzando così il ruolo del Kuwait tra i principali produttori mondiali di greggio.
Il più grande investimento estero nella storia del Kuwait
Il vicepresidente e amministratore delegato di Kuwait Petroleum Corporation, sceicco Nawaf Saud Al-Sabah, ha definito l’operazione una pietra miliare per l’economia nazionale.
“Il Project Peregrine rappresenta il più grande investimento estero diretto nella storia del Kuwait e una tappa fondamentale per lo sviluppo economico del nostro Paese”, ha dichiarato.
Secondo il dirigente, la partecipazione di alcuni dei maggiori fondi d’investimento internazionali testimonia la solidità del sistema energetico kuwaitiano e la fiducia degli investitori nelle prospettive economiche del Paese.
Il ruolo dei grandi investitori internazionali
Il consorzio coinvolto nell’operazione riunisce tre tra i più importanti operatori mondiali del settore degli investimenti infrastrutturali:
- Blackstone, tra i maggiori gestori globali di asset alternativi;
- Brookfield, specializzato nella gestione di infrastrutture, energia e real estate;
- KKR, uno dei principali fondi internazionali di private equity e infrastrutture.
Per KPC si tratta di partner già noti, con i quali sono stati sviluppati rapporti di collaborazione nel corso degli anni.
La presenza di questi investitori conferisce ulteriore credibilità al progetto e rafforza l’attrattività del Kuwait nei confronti dei capitali internazionali.
Una strategia di modernizzazione del settore energetico
L’accordo si inserisce nella più ampia strategia del Kuwait volta a diversificare le fonti di finanziamento degli investimenti pubblici e ad aumentare l’efficienza delle infrastrutture energetiche.
Pur mantenendo il controllo pubblico delle reti strategiche, il governo punta ad attrarre competenze e capitali privati per accelerare i programmi di sviluppo del comparto petrolifero.
La formula del leaseback consente inoltre di liberare risorse finanziarie senza procedere alla privatizzazione degli asset nazionali.
Impatto sull’economia nazionale
L’operazione potrebbe avere effetti positivi non soltanto sul settore energetico ma sull’intera economia kuwaitiana.
L’afflusso di nuovi capitali consentirà infatti di finanziare investimenti destinati ad aumentare la capacità produttiva, sostenere l’occupazione, migliorare la competitività del comparto energetico e rafforzare la posizione del Kuwait nei mercati internazionali dell’energia.
In un contesto globale caratterizzato da crescente competizione tra i grandi produttori di petrolio, il Project Peregrine rappresenta un segnale della volontà del Paese di consolidare il proprio ruolo strategico attraverso partnership internazionali e modelli innovativi di finanziamento delle infrastrutture.