(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Lo studio legale interamente basato sull’intelligenza artificiale ottiene quella che viene considerata la prima vittoria giudiziaria del genere nel Regno Unito. Il caso riapre il dibattito sul futuro della professione forense e sull’impiego dell’IA nei servizi legali.
L’intelligenza artificiale compie un nuovo passo nel settore legale. Garfield AI, il primo studio legale britannico interamente basato sull’intelligenza artificiale e autorizzato dalla Solicitors Regulation Authority (SRA), ha ottenuto quella che viene considerata la prima vittoria giudiziaria nel Regno Unito – e forse nel mondo – in una causa preparata quasi interamente attraverso sistemi di IA.
Il procedimento si è concluso presso il Wandsworth County Court, dove una consulente freelance è riuscita a recuperare 7.000 sterline di compensi non pagati grazie all’assistenza della piattaforma sviluppata da Garfield AI.
L’esito rappresenta un importante banco di prova per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella pratica forense, dimostrando come gli strumenti digitali possano svolgere un ruolo sempre più rilevante nella preparazione delle controversie civili.
Una causa gestita quasi interamente dall’IA
La protagonista della vicenda è Tamires Camal Taquidir, consulente indipendente nel settore delle risorse umane, che vantava un credito nei confronti di un’azienda operante nel comparto alberghiero.
Dopo il fallimento dei tentativi di risolvere la controversia in via stragiudiziale, la professionista si è rivolta a Garfield AI.
La piattaforma ha gestito gran parte delle attività normalmente svolte da uno studio legale tradizionale, occupandosi di:
- redigere le lettere di diffida;
- predisporre gli atti introduttivi della causa;
- organizzare la documentazione;
- preparare le dichiarazioni testimoniali;
- curare la fase di divulgazione dei documenti (disclosure);
- predisporre il materiale necessario per il processo.
Quando la controparte ha presentato una domanda riconvenzionale e ha deciso di affidarsi ad avvocati tradizionali, il procedimento è stato rinviato al giudizio dibattimentale.
Il ruolo dell’avvocato umano
Pur essendo stata preparata quasi interamente dall’intelligenza artificiale, la causa è stata discussa in aula da un avvocato.
Garfield AI ha infatti incaricato Dominic Li, barrister di One Essex Court, di rappresentare la cliente davanti al tribunale.
Secondo Li, la documentazione predisposta dall’intelligenza artificiale si è dimostrata pienamente adeguata.
“I documenti redatti dall’intelligenza artificiale erano più che sufficienti per gli scopi di questo processo”, ha dichiarato il legale.
Dopo circa tre ore di udienza, caratterizzate dall’audizione di diversi testimoni, da un articolato controinterrogatorio e da una decisione riservata del giudice, il tribunale ha accolto integralmente la domanda della ricorrente, respingendo anche la domanda riconvenzionale della controparte.
Costi contenuti per il cliente
Uno degli aspetti più significativi del caso riguarda i costi sostenuti dalla cliente.
Secondo Garfield AI, Tamires Camal Taquidir avrebbe speso circa 400 sterline per recuperare un credito di 7.000 sterline.
La parte convenuta, invece, si è presentata in giudizio assistita sia da un solicitor sia da un barrister, sostenendo costi presumibilmente molto più elevati.
Il caso viene quindi presentato dalla società come un esempio delle potenzialità dell’intelligenza artificiale nel migliorare l’accesso alla giustizia, soprattutto nelle controversie di valore contenuto.
Garfield AI: il primo studio legale basato sull’IA
Garfield AI è stata fondata dall’ex avvocato di Baker McKenzie, Philip Young, insieme al fisico quantistico Daniel Long.
Lo studio si definisce il primo studio legale al mondo interamente fondato sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale e opera nel Regno Unito dopo aver ottenuto nel 2025 l’autorizzazione della Solicitors Regulation Authority (SRA), l’organismo di vigilanza sugli studi legali inglesi e gallesi.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, la piattaforma ha già:
- gestito oltre 600 richieste di risarcimento;
- recuperato circa 500.000 sterline per i propri clienti;
- trattato controversie comprese tra 30 e 10.000 sterline.
“L’alba di una nuova era”
Per Philip Young, il risultato ottenuto rappresenta un momento storico per il settore legale.
“Questa è la prima causa in assoluto vinta da un avvocato basato sull’intelligenza artificiale contro un’opposizione umana”, ha dichiarato il cofondatore.
Secondo Young, la decisione del tribunale dimostra come l’intelligenza artificiale possa contribuire ad ampliare l’accesso alla giustizia riducendo i costi per cittadini e piccole imprese.
Anche Daniel Long ha sottolineato il valore simbolico della sentenza.
“L’esito dimostra che servizi legali regolamentati basati sull’intelligenza artificiale possono aiutare concretamente le persone a recuperare somme di denaro attraverso i tribunali.”
L’intera professione investe nell’IA
La vittoria di Garfield AI arriva mentre gran parte del settore legale internazionale sta aumentando gli investimenti nelle tecnologie di intelligenza artificiale.
Tra gli esempi più rilevanti:
- Kirkland & Ellis ha annunciato investimenti per circa 500 milioni di dollari nello sviluppo di strumenti basati sull’IA;
- Freshfields ha avviato una collaborazione strategica con Anthropic per integrare soluzioni di intelligenza artificiale nelle proprie attività.
L’obiettivo comune è migliorare l’efficienza nella ricerca giuridica, nella redazione dei documenti e nella gestione delle pratiche.
I rischi delle “allucinazioni” dell’IA
Parallelamente ai successi, il settore continua però a confrontarsi con i limiti dell’intelligenza artificiale.
Negli ultimi mesi alcuni studi legali hanno dovuto affrontare conseguenze derivanti dall’utilizzo improprio di strumenti generativi.
Tra i casi più discussi:
- Pinsent Masons è stata criticata da un tribunale londinese per aver presentato documentazione contenente informazioni errate generate dall’IA;
- lo studio statunitense Sullivan & Cromwell ha dovuto riconoscere che alcuni documenti depositati in tribunale contenevano le cosiddette “allucinazioni” dell’intelligenza artificiale, ovvero riferimenti giuridici inesistenti o inaccurati.
Questi episodi hanno evidenziato come l’impiego dell’IA richieda comunque una rigorosa supervisione umana.
Una trasformazione destinata a proseguire
Il successo di Garfield AI potrebbe rappresentare un punto di svolta nella trasformazione della professione legale.
Pur non sostituendo completamente il ruolo degli avvocati, l’intelligenza artificiale dimostra di poter automatizzare numerose attività ripetitive e ridurre sensibilmente tempi e costi delle controversie civili.
Resta tuttavia aperto il dibattito su come bilanciare innovazione tecnologica, responsabilità professionale e garanzie processuali, in un settore dove accuratezza, indipendenza e tutela dei diritti continuano a rappresentare principi fondamentali.
