(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - e le grandi ricchezze"
*
I prezzi alle pompe dei carburanti in Spagna: 1.62 per la benzina, 1.68 per
il diesel; con leggere variazioni sono questi. La ragione è molto semplice:
si pagano meno tasse che nel nostro paese.
Le famose accise, contro cui aveva tuonato dall'opposizione Giorgia Meloni,
sono ancora lì, a parte la riduzione di 17 centesimi sul diesel che
comunque supera i 2 euro al litro.
Le associazioni dei consumatori hanno definito il provvedimento, il taglio
di 17 centesimi per il gasolio, una pecetta: la montagna che ha partorito
un topolino. Poteva essere diverso? La risposta è assolutamente no! In
Italia, le tasse sui consumi come l'Iva e le accise sono una parte cospicua
delle entrate fiscali e hanno una caratteristica che piace maledettamente
alla destra che governa il nostro paese. Sono tasse regressive che paghiamo
tutti allo stesso modo e quindi colpiscono i redditi più bassi. Il ricco
rentier che può spendere migliaia di euro per un pieno del suo motoscafo
d'altura paga come la lavoratrice delle pulizie che alle quattro di mattina
deve usare l'auto propria per andare a lavorare. Questa è la vera questione.
Nel paese dove i milionari pagano meno tasse di chi lavora, è quasi ovvio
che sia così. Iva e accise sono come la tassa sul macinato: un modo per
fare cassa sulla pelle dei ceti popolari, di chi lavora. Per il governo
della destra va bene così.
Servono ben altri interventi. Tagliare le tasse sui consumi di massa,
tassare i patrimoni e le grandi ricchezze.
Pier Giorgio Ardeni, professore di economia all'Università di Bologna
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
