(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2026 - TEHERAN – Il quadrante mediorientale registra un ulteriore irrigidimento delle posizioni. Le istituzioni di Teheran alternano bollettini di guerra incentrati sulle perdite inflitte agli Stati Uniti e appelli mirati a disinnescare il fronte nello Yemen.
La linea oltranzista dell’organo di sicurezza
Il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano (SNSC) conferma che le operazioni armate non subiranno battute d’arresto. Nelle note diffuse dal segretario Mohammad Bagher Zolghadr, l’esecutivo ribadisce che la campagna proseguirà fino al logoramento definitivo delle postazioni avversarie nella regione.
Nel messaggio viene inoltre precisato che ogni infrastruttura colpita rappresenta un danno strategico o economico per Washington, configurandosi come una risposta diretta alle vittime locali.
Il bilancio operativo diffuso dalle Guardie della Rivoluzione
Sul terreno, il portavoce dell’IRGC Hossein Mohebi ha tracciato il consuntivo delle operazioni condotte tra l’8 e il 22 luglio.
Secondo i dati ufficiali, i reparti iraniani avrebbero neutralizzato undici velivoli, tra caccia ed elicotteri, parcheggiati sulle piste delle basi americane. L’elenco dei danni materiali comprende diciassette droni, un caccia F-15, un velivolo da ricognizione P-8, un aereo da trasporto C-17 e otto cisterne per il rifornimento in quota.
L’iniziativa diplomatica sul dossier yemenita
Mentre il confronto armato si intensifica, il Ministero degli Esteri interviene sulla situazione in Yemen. Tramite il portavoce Esmaeil Baqaei, Teheran manifesta apprensione per il riaccendersi delle frizioni con l’Arabia Saudita.
La diplomazia iraniana insiste sull’impossibilità di una risoluzione armata della crisi yemenita, invocando il riavvio dei tavoli negoziali. Contestualmente, viene sollecitata la fine del blocco logistico per consentire l’afflusso di generi di prima necessità e carburante alla popolazione civile.
