(AGENPARL) - Roma, 26 Luglio 2026 - Nuova escalation nelle tensioni geopolitiche in Medio Oriente: le Guardie Rivoluzionarie iraniane lanciano un severo avvertimento a Londra e Washington, puntando il dito contro le violazioni degli accordi sulla navigazione nello Stretto di Hormuz e l’uso di basi strategiche
La crisi tra Iran e Stati Uniti compie un pericoloso salto di qualità. Il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), il generale di brigata Hossein Mohebi, ha dichiarato che il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz avrebbe dovuto regolarsi in base a un’intesa specifica con Teheran. Tuttavia, secondo i vertici militari iraniani, Washington avrebbe violato l’accordo imponendo un canale di transito alternativo.
La reazione iraniana non si è fatta attendere: le forze di Teheran hanno bloccato il passaggio delle imbarcazioni in violazione e colpito l’unità ritenuta responsabile. Mohebi ha inoltre confermato l’avvio dell’Operazione Nasr 2 e risposto alle successive azioni statunitensi che hanno preso di mira le coste, le isole e alcune stazioni radar iraniane.
L’avvertimento diretto alla Gran Bretagna e ai paesi del Golfo
Nel corso della sua dichiarazione, il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie ha esteso il raggio della minaccia, lanciando un chiaro altolà agli alleati occidentali e regionali di Washington.
- Il ruolo di Londra: Mohebi ha avvertito che qualsiasi nazione – inclusa la Gran Bretagna e i paesi del Golfo – che decida di sostenere gli Stati Uniti nel conflitto diventerà un obiettivo legittimo. In particolare, l’utilizzo dei bombardieri strategici americani B-1 rischia di trasformare le strutture e gli aeroporti britannici in bersagli certi e provati nel caso in cui tale cooperazione dovesse continuare.
- Il fattore Israele: Teheran ha inoltre puntato il dito contro Israele, accusato di spingere il presidente degli Stati Uniti all’escalation attraverso pressioni e informazioni fuorvianti, con l’obiettivo di mantenere permanentemente le forze americane nella regione. L’avvertimento nei confronti dello Stato ebraico ribadisce che le conseguenze di un ritorno a un confronto diretto sarebbero gravissime.
Le implicazioni strategiche nello Stretto
La situazione nello Stretto di Hormuz rimane estremamente critica. Il fallimento dei precedenti canali diplomatici e il coinvolgimento diretto di infrastrutture logistiche europee – come gli scali nel Regno Unito impiegati dai bombardieri a lungo raggio – aprono a scenari di sicurezza ad alto rischio, in cui ogni nazione che fornisce supporto logistico o militare agli Stati Uniti entra formalmente nel mirino della strategia di deterrenza iraniana.
