(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - «Ci dobbiamo chiedere: perché oggi c'è una questione di rappresentanza
femminile nel meccanismo delle preferenze? Perché la competizione per
preferenze usa il potere delle persone, premia la visibilità, il potere,
costa e quindi la questione delle risorse economiche.
O noi nel nostro Paese diciamo che le donne guadagnano tanto quanto gli
uomini, oppure ammettiamo che questo meccanismo mette le donne in una
condizione svantaggiata.
Io lo voglio dire con chiarezza anche alle tante colleghe che la pensano
legittimamente diversamente: il problema non riguarda noi. Il problema non
riguarda noi che siamo già in questa Camera, che abbiamo una visibilità,
un'agibilità politica, uno spazio anche economico.
Il problema riguarda le altre donne che sono fuori da quest'Aula, quelle
che aspirano come noi a entrare in quest'Aula. Questo è il dovere di cui
noi oggi ci dobbiamo fare carico.
Non è lo stipendio di una parlamentare che fa la differenza nel nostro
Paese, è lo stipendio da millecinquecento euro al mese o millequattrocento
euro al mese di una donna, magari con figli, che fa l'infermiera: quella
donna parte svantaggiata.
Oppure ammettiamo che diciamo delle frottole quando ci riempiamo la bocca
nel dire: "Il gap salariale nel nostro Paese, il gap di potere, è un
problema"».
Bonetti.