(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - «Ma al di là di questo punto sulle preferenze, voi in questo emendamento
fate una cosa che va oltre l'utilizzo di un metodo svantaggioso per le
donne.
Voi in questo emendamento mettete di fatto le condizioni per le quali
potrebbero esserci tutti capilista uomini e al secondo posto pure di nuovo
tutti uomini, ed è un voto che calpesta il diritto sostanziale delle donne
di avere accesso alle cariche pubbliche, di fatto rispondendo a quell'ego e
a quella megalomania del potere maschile, che troppo spesso nei partiti è
in prevalenza.
E i primi a saperlo e i primi a dover avere coscienza di tutto questo siete
proprio voi, colleghi uomini in quest'Aula.
Il tema oggi non è dire se le donne valgono o non valgono: è mettere le
donne nelle condizioni paritarie rispetto agli uomini, di concorrere e di
entrare in quest'Aula più di quell'un terzo che siamo.
L'esito del vostro emendamento sarà far crollare la presenza delle donne al
10% come era venti, trenta, quarant'anni fa: un passo indietro enorme.
Noi vogliamo concorrere certo, ma io sono madre di due figli e penso che
tanti uomini in quest'Aula abbiano figlie, sorelle, mogli. Io ho una figlia
e un figlio. Io non accetto che a mia figlia lo Stato dica che deve lottare
per ottenere quello che a mio figlio è garantito di diritto.
Questa è la coscienza che dovremmo avere nel votare questo emendamento. E
cari colleghi uomini, io capisco che potete raccontarvela come volete, ma
anche se voi vi credete assolti, sappiate che rimarrete da oggi in poi
sempre coinvolti».
Bonetti.