(AGENPARL) - Roma, 8 Luglio 2026 - Ankara – Emergono dettagli inquietanti riguardo al tragico attacco avvenuto lo scorso 28 febbraio nella città di Minab, nella provincia di Hürmuzgan, Iran. Secondo un’inchiesta diffusa dalla CNN, che cita tre fonti qualificate vicine al dossier, i vertici militari statunitensi avrebbero deliberatamente ignorato i segnali di allarme lanciati dall’intelligence riguardo all’inadeguatezza delle informazioni sugli obiettivi in Iran.
Il rapporto e le accuse
Il report sostiene che i comandi militari abbiano operato basandosi su dati di intelligence risalenti ad anni addietro, senza effettuare la necessaria revisione di aggiornamento. La dinamica dell’attacco ha causato una strage: colpita una scuola elementare femminile con due lanci distanziati di 40 minuti, provocando la morte di oltre 180 persone, di cui 168 bambini. Una delle fonti citate dall’emittente statunitense ha riferito che i vertici militari “hanno capito quale errore hanno commesso nei giorni successivi all’attacco”.
La posizione ufficiale del CENTCOM
Di fronte alle accuse, la versione ufficiale del Pentagono rimane ferma. Il comandante del CENTCOM, Brad Cooper, in una deposizione al Congresso, ha categoricamente smentito l’ipotesi di un errore di target, dichiarando che la struttura colpita si trovava “in una base missilistica attiva dell’esercito della Guardia Rivoluzionaria Iraniana”. Da parte sua, Teheran ha respinto con forza tale spiegazione, etichettando la dichiarazione americana sull’attacco come una “terribile bugia”.
