(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - ABUJA – Il governo federale della Nigeria ha ufficialmente ordinato alle istituzioni finanziarie e a tutte le imprese e professioni non finanziarie designate di attuare una procedura di congelamento totale dei beni legati ai finanziatori del terrorismo. Il provvedimento, che segue una serie di sanzioni imposte dagli Stati Uniti, si inserisce in una strategia coordinata per smantellare le infrastrutture finanziarie di gruppi terroristici come l’ISIS e la provincia dello Stato islamico dell’Africa occidentale (ISWAP).
Il coordinamento con gli Stati Uniti: l’Ordine Esecutivo 13224
L’azione nigeriana è stata accelerata dal ruolo dell’Ufficio per il controllo degli asset stranieri (OFAC) del Tesoro degli Stati Uniti, che ha applicato l’Ordine Esecutivo 13224 contro soggetti chiave. Washington ha designato Mukhtar Adamu Muhammad, 35 anni, con sede a Lagos, e tre specifici uffici di cambio valuta (BDC) — Generation Currency Bureau De Change Limited, Nine to Nine Exchange Bureau De Change Limited e Manhattan Bureau De Change Limited — accusandoli di aver movimentato fondi a supporto delle operazioni, del reclutamento e degli attacchi dell’ISIS in Africa occidentale, Europa e Medio Oriente.
L’impegno nigeriano si affianca a questa manovra internazionale: lo scorso 18 giugno, Abuja aveva già aggiornato la propria Nigeria Sanctions List includendo altri sei individui e un’entità, portando il totale delle figure colpite a un livello di attenzione senza precedenti. Gli individui sanzionati in tale data sono Ibrahim Yakubu Ogirima, Adamu Chiroma, Ibrahim Abubakar, Abdullahi Umar Usman, Babangida Muhammed, Adamu Hammajam, insieme alla società Abbal Bako & Sons Bureau De Change Limited.
Il Comitato per le sanzioni nigeriano, nel plauso dell’azione statunitense, ha ribadito che il Paese non intende fungere da “rifugio sicuro” per i capitali terroristici. Il processo ha visto la collaborazione sinergica tra il Ministero Federale della Giustizia, l’Ufficio del Consigliere per la Sicurezza Nazionale (NSA), la Banca Centrale della Nigeria, il Dipartimento dei Servizi di Stato (DSS), la Commissione per i crimini economici e finanziari (EFCC) e l’Unità di Intelligence Finanziaria nigeriana.
Il fronte militare: la DIA annuncia il contenimento della minaccia
Parallelamente all’offensiva finanziaria, l’intelligence militare ha fornito un aggiornamento sulle operazioni di campo. Durante un briefing trimestrale tenutosi presso la sede della Defence Intelligence Agency (DIA) per gli addetti alla difesa esteri, il Capo dell’Intelligence della Difesa (CDI), tenente generale Emmanuel Undiandeye, ha dichiarato che le forze armate nigeriane, operando in stretto coordinamento con le forze alleate (Stati Uniti, Regno Unito e Francia), hanno “spezzato la spina dorsale” dei gruppi terroristici.
Secondo il tenente generale Undiandeye, la leadership dell’ISIS, di Boko Haram e di altri gruppi affiliati è stata decimata. Le forze armate hanno riferito di aver neutralizzato diversi comandanti, distruggendo le reti logistiche, i corrieri di armi e le linee di rifornimento di munizioni. “Le nostre forze li hanno aggrediti, decimati e decapitati così tanto che la loro logistica è stata sconfitta”, ha affermato Undiandeye, sottolineando come le sfide alla sicurezza nazionale siano state in gran parte contenute grazie all’integrazione di capacità operative avanzate, intelligence tecnologica e cooperazione internazionale.
Il Maggiore Generale Ojogbane Adegbe, direttore del collegamento estero, ha concluso sottolineando che questi briefing sono fondamentali per mantenere la sinergia tra le agenzie di sicurezza locali e i partner internazionali, garantendo che gli sforzi congiunti continuino a produrre risultati operativi concreti nella protezione della stabilità nel Sahel e all’interno dei confini nigeriani.
Crediti: Foto di Livingstone Imonitie,/CC Attribution-Share Alike 4.0.
