(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - "Le parole del commissario europeo all'Energia Dan Jorgensen confermano che gli effetti della crisi in Medio Oriente non si esauriranno con un cessate il fuoco. Siamo di fronte a equilibri estremamente fragili che continueranno a incidere sui mercati energetici e, di conseguenza, sull'economia europea.
Trump esce da questa crisi con un ruolo ancora più centrale negli assetti energetici globali, è inutile nasconde il fatto che da questo disordine a pagare dazio sia l'UE in primis. Netanyahu, nel frattempo, continua a colpire il Libano, dimostrando che la regione è ben lontana dall'essere stabilizzata e che il rischio di un'ulteriore escalation resta concreto.
In tutto questo l'Europa è rimasta sostanzialmente irrilevante. Ha assistito agli eventi senza riuscire a incidere né sul piano diplomatico né su quello strategico, salvo poi appunto doverne subire le conseguenze.
Ma ancora più grave è l'atteggiamento del Governo Meloni. Per mesi ci ha raccontato che il rapporto privilegiato con Trump avrebbe restituito centralità internazionale all'Italia. Oggi quella narrazione si è dissolta nonostante la concessione delle basi per centinaia di voli a supporto della guerra, come candidamente ammesso dal maldestro Rutte.
L'Italia non ha orientato gli eventi, non ha rafforzato il ruolo dell'Europa e non ha ottenuto alcun vantaggio strategico. Quando è diventato evidente che quella vicinanza rischiava di trasformarsi in un problema politico, la premier ha semplicemente cambiato racconto. Questa non è politica estera, è pura propaganda che pagano cittadini e imprese".
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