(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - *Comunicato stampa UniMORE*
Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma il primato di Unimore*
*Il XXVIII Rapporto AlmaLaurea conferma l'Università di Modena e Reggio
Emilia tra gli Atenei con i migliori risultati occupazionali in Italia.
Migliorano ulteriormente gli indicatori relativi ai laureati triennali,
cresce il tasso di occupazione a cinque anni dei laureati magistrali e
aumenta la quota di contratti stabili per chi entra nel mercato del lavoro
subito dopo la laurea.*
Il XXVIII Rapporto AlmaLaurea, presentato oggi, conferma *Unimore al
vertice tra gli atenei dell'Emilia Romagna* *e tra i migliori atenei a
livello nazionale per l'occupabilità dei suoi laureati e laureate**.* I
dati raccolti dal Consorzio AlmaLaurea delineano un quadro nel quale il
legame tra formazione universitaria e occupazione continua a rafforzarsi,
con risultati positivi per i laureati triennali e un'elevata tenuta per i
percorsi magistrali.
*L'edizione 2026* ha preso in esame i laureati triennali e magistrali del
2024 intervistati a un anno dal conseguimento del titolo e i laureati
magistrali del 2020 intervistati a cinque anni dalla laurea, *coinvolgendo
complessivamente 10.073 laureati Unimore*.
Tra i *laureati triennali del 2024* che hanno scelto di non proseguire gli
studi universitari, il* tasso di occupazione a un anno dalla laurea
raggiunge l'86,6%* (media regionale Emilia-Romagna 81,2%), in ulteriore
crescita rispetto all'84,5% rilevato dal precedente Rapporto. Migliora
anche la qualità dell'occupazione: il 35,0% degli occupati ha un contratto
a tempo indeterminato (contro il 33,1% del 2025), mentre il ricorso al
lavoro part-time si riduce dall'15,0% all'11,5%. Cresce inoltre la
retribuzione media mensile netta, che passa da 1.486 a 1.540 euro (la media
in E-R è di 1.491 euro). Più della metà degli occupati (60,7%) considera la
laurea molto efficace o efficace per il proprio lavoro.
Il comportamento dei laureati Unimore evidenzia un *forte orientamento
verso la formazione avanzata*: il 59,0% decide infatti di proseguire con un
percorso di secondo livello, mentre il 39,0% sceglie di entrare
direttamente nel mercato del lavoro.
Per quanto riguarda i *laureati di secondo livello, a un anno dal titolo il
tasso di occupazione complessivo raggiunge l'89,9% *(91,7% per i laureati
magistrali biennali e 82,8% per i magistrali a ciclo unico), rispetto a una
media in Emila-Romagna dell'84,5% e nazionale dell'80,8%. La retribuzione
media mensile netta si attesta a 1.604 euro per i magistrali biennali,
rispetto a una media regionale di 1.535 euro e nazionale di 1.495 euro.
Il 67,9% degli occupati giudica la laurea efficace o molto efficace
rispetto al lavoro svolto.
*Particolarmente significativo il risultato registrato a cinque anni dalla
laurea*. Il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello del 2020
raggiunge infatti il *96,6%,* in netto miglioramento rispetto al già
elevato 93,9% registrato nel precedente Rapporto. Tre occupati su quattro
(75,0%) possono contare su un contratto a tempo indeterminato e il lavoro
part-time interessa appena il 4,4% dei magistrali biennali.
La *retribuzione media mensile netta dei magistrali biennali è pari a 1.932
euro *(1.910 euro la media in E-R e 1.903 euro la media nazionale), mentre
il 69,4% degli occupati ritiene la laurea molto efficace o efficace per il
proprio impiego.
Nel complesso, il Rapporto AlmaLaurea 2026 conferma la capacità di Unimore
di accompagnare i propri laureati verso un inserimento professionale rapido
e qualificato. Rispetto alla precedente rilevazione emergono miglioramenti
evidenti per i laureati triennali, con un aumento del tasso di occupazione,
della quota di contratti stabili e delle retribuzioni, accompagnato da una
riduzione del lavoro part-time. Ancora più marcato il progresso registrato
a cinque anni dalla laurea per i percorsi di secondo livello, con un tasso
di occupazione che supera il 96%, consolidando ulteriormente il primato
dell'Ateneo nel favorire l'occupabilità dei propri laureati.
AlmaLaurea è un Consorzio Interuniversitario fondato nel 1994 che a oggi
rappresenta 84 Atenei italiani. Il Consorzio è sostenuto dal contributo del