(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - Nei cieli sopra il carcere di Poggioreale si combatte ogni notte una battaglia tecnologica. I droni, utilizzati “a UFO”, cioè in grande quantità e senza sosta, sono diventati i nuovi corrieri della criminalità organizzata. Modificati per trasportare carichi più pesanti e guidati da piloti esperti, sorvolano il penitenziario per consegnare droga, smartphone, schede telefoniche e persino denaro direttamente ai detenuti.
Le spedizioni sono studiate nei minimi dettagli: i pacchi vengono agganciati a fili di nylon quasi invisibili e calati nei cortili o vicino alle finestre delle celle. Per ogni viaggio i piloti, di norma posizionati su terrazze attigue al carcere, possono incassare da alcune centinaia fino a migliaia di euro.
Polizia Penitenziaria e Carabinieri contrastano quotidianamente questo fenomeno, intercettando e abbattendo numerosi droni. Solo negli ultimi mesi sono stati sequestrati ingenti quantitativi di hashish e cocaina, decine di telefoni cellulari e altro materiale destinato all’interno del carcere.
Per fermare questa vera e propria “guerra nei cieli”, il Ministero della Giustizia sta puntando su reti anti-drone, sistemi elettronici di disturbo delle frequenze (jammer) e unità mobili ad alta tecnologia. Tuttavia, secondo i sindacati di Polizia Penitenziaria, la tecnologia da sola non basta: servono più agenti e maggiori investimenti per difendere quello che è ormai uno dei fronti più caldi del sistema carcerario italiano.
I droni, nati come giocattoli, per usi civili come fotografia, monitoraggio e soccorso, mostrano ora anche il loro lato più oscuro, trasformandosi in strumenti al servizio delle attività criminali ( oltre che in sistemi d’arma complessi integrati).
In fondo non è una novità, non c’è nulla di sorprendente: lo stesso strumento può raccontare due storie molto diverse (è una storia antica quanto l’uomo).
Una pietra, nelle mani di Michelangelo è diventato il David, destinato a durare nei secoli; nelle mani sbagliate, con cattive intenzioni, può invece trasformarsi in qualcosa di pericoloso e provocare seri danni. Non è l’oggetto a fare la differenza ma l’uso che se ne fa.
Con i droni vale lo stesso principio: la pietra ha imparato a volare.
Ferdinando Guarnieri
