(AGENPARL) - Roma, 28 Luglio 2026 - Il deputato democratico statunitense Jamie Raskin, membro di minoranza di più alto grado della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti, ha avviato un’indagine sui rapporti tra la FIFA, il suo presidente Gianni Infantino e l’amministrazione del presidente Donald Trump.
L’iniziativa è stata formalizzata con una lettera indirizzata a Infantino, nella quale Raskin chiede la consegna di documenti e comunicazioni riguardanti eventuali doni, pagamenti, premi, vantaggi economici e contatti intercorsi tra la federazione calcistica mondiale, Trump, i suoi familiari, i collaboratori dell’amministrazione e le società a lui collegate.
Il deputato ha inoltre invitato il presidente della FIFA a comparire davanti alla Commissione Giustizia per un’intervista ufficiale trascritta. Infantino dovrà contattare lo staff democratico della Commissione entro le 17 del 9 agosto 2026 per concordare l’audizione.
Le accuse di un possibile scambio di favori
Secondo Raskin, la FIFA avrebbe condotto una strategia prolungata per costruire un rapporto privilegiato con Trump e ottenere dall’amministrazione statunitense un trattamento favorevole.
Si tratta, al momento, di accuse politiche formulate dal deputato e contenute nella richiesta di indagine: la lettera non rappresenta una sentenza né dimostra da sola l’esistenza di responsabilità penali a carico della FIFA, di Infantino o del presidente statunitense.
Raskin ritiene tuttavia che alcuni episodi richiedano un esame approfondito. Tra questi cita la creazione di un premio FIFA per la pace destinato a Trump e l’affitto di uno spazio al diciassettesimo piano della Trump Tower di New York, che sarebbe stato utilizzato soltanto per il periodo legato ai Mondiali.
Nella lettera, il deputato sostiene che l’ufficio avrebbe potuto avere un valore commerciale annuo di circa 600.000 dollari e che, rapportando il costo ai giorni di effettivo utilizzo, la spesa sarebbe stata superiore a 15.000 dollari al giorno. Secondo Raskin, tali iniziative potrebbero apparire finalizzate a influenzare le decisioni dell’amministrazione in favore della FIFA.
Il precedente delle inchieste statunitensi sulla corruzione
L’indagine annunciata dal deputato richiama anche il vasto procedimento avviato nel 2015 dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti contro dirigenti calcistici e operatori del marketing sportivo.
Le autorità federali avevano accusato imputati provenienti da oltre venti Paesi di aver partecipato a un sistema internazionale di corruzione, riciclaggio e frode collegato all’assegnazione dei diritti mediatici delle competizioni calcistiche.
Secondo quanto riportato nella lettera, il sistema avrebbe comportato più di 200 milioni di dollari in tangenti e pagamenti illeciti nell’arco di 24 anni.
Raskin ricorda in particolare il procedimento contro la società argentina Full Play Group e un ex dirigente di Fox, condannati per associazione finalizzata alla frode telematica e al riciclaggio. Le condanne erano state confermate in appello, ma successivamente il Dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump avrebbe rinunciato a proseguire alcuni passaggi processuali e sostenuto l’annullamento delle condanne.
Il deputato contesta duramente questa scelta e chiede di verificare se vi sia stato un collegamento tra l’abbandono dei procedimenti e il rapporto costruito nel frattempo tra FIFA e amministrazione statunitense. La lettera, tuttavia, presenta tale collegamento come un’ipotesi da accertare e non come un fatto giudiziariamente dimostrato.
Sotto esame la governance della FIFA
Un altro filone dell’indagine riguarda la gestione della FIFA durante la presidenza Infantino.
Raskin sostiene che, dopo l’elezione del dirigente svizzero alla guida dell’organizzazione, siano state indebolite alcune garanzie interne in materia di etica, trasparenza e controllo. La lettera richiama l’allontanamento di componenti degli organismi di vigilanza e la conseguente riduzione dell’autonomia dei meccanismi interni incaricati di prevenire e perseguire possibili condotte irregolari.
L’obiettivo dell’inchiesta parlamentare sarà quindi valutare non soltanto i rapporti con la Casa Bianca, ma anche il funzionamento della governance federale e l’eventuale influenza di relazioni politiche ed economiche sulle decisioni della FIFA.
I prezzi dei biglietti dei Mondiali
La vicenda coinvolge direttamente anche i tifosi. Raskin accusa la FIFA di aver adottato pratiche commerciali potenzialmente lesive dei consumatori nella vendita dei biglietti per i Mondiali.
Secondo la lettera, la candidatura nordamericana aveva indicato un prezzo massimo di 1.550 dollari per un biglietto della finale. Alcuni posti sarebbero stati successivamente offerti a quasi 33.000 dollari, oltre venti volte la cifra inizialmente prospettata.
Il deputato contesta inoltre l’adozione dei prezzi dinamici, capaci di far aumentare il costo dei biglietti in base alla domanda, e la possibilità per la FIFA di trasferire un acquirente in un posto o in un settore peggiore anche dopo il completamento dell’acquisto.
Raskin sostiene che queste pratiche abbiano determinato aumenti eccessivi, scarsità artificiale e condizioni di vendita poco trasparenti. Nella lettera vengono citate anche iniziative avviate dalle autorità statali di New York e del New Jersey, mentre il deputato critica l’assenza di interventi da parte del Dipartimento di Giustizia e della Federal Trade Commission.
I documenti richiesti alla FIFA
La Commissione ha chiesto alla FIFA di consegnare entro il 9 agosto una serie dettagliata di informazioni.
Tra i documenti richiesti figurano l’elenco di tutti i beni, pagamenti, premi, regali, apparizioni pubbliche o altri vantaggi concessi a Trump, ai suoi familiari, ai membri dell’amministrazione o alle società collegate al presidente.
Raskin domanda inoltre la documentazione relativa all’affitto degli uffici nella Trump Tower, al premio FIFA per la pace, ai contatti intrattenuti dal 2024 con funzionari statunitensi e alle comunicazioni riguardanti procedimenti sottoposti al Dipartimento di Giustizia o ad altre agenzie federali.
Sono stati richiesti anche i registri dei visitatori degli uffici FIFA di New York e Miami, oltre alle comunicazioni sulle politiche di biglietteria, sui reclami dei consumatori, sui prezzi variabili e sulle società incaricate della rivendita.
L’ordine di conservare messaggi e comunicazioni
La lettera costituisce anche una formale richiesta di conservazione dei dati. La FIFA dovrà evitare la cancellazione delle comunicazioni tra il proprio personale e le persone legate all’amministrazione Trump o al comitato inaugurale del presidente.
L’obbligo indicato da Raskin comprende anche i messaggi inviati attraverso piattaforme con contenuti temporanei o cancellabili, tra cui Signal, Telegram, WhatsApp, X e Truth Social.
Un’inchiesta politica destinata ad alimentare lo scontro
L’iniziativa di Raskin apre un nuovo fronte di confronto politico a Washington e potrebbe esercitare una forte pressione sulla FIFA in una fase nella quale gli Stati Uniti assumono un ruolo centrale nell’organizzazione dei grandi eventi calcistici internazionali.
La portata effettiva dell’indagine dipenderà dalla collaborazione della federazione, dalla documentazione che verrà consegnata e dai poteri che la minoranza democratica riuscirà a esercitare all’interno della Commissione.
Al momento, le contestazioni relative a un possibile scambio di favori restano accuse formulate da Raskin e dovranno essere verificate. L’eventuale audizione di Infantino e l’esame dei documenti richiesti potranno chiarire se i rapporti tra la FIFA e l’amministrazione Trump siano rimasti nell’ambito delle normali relazioni istituzionali oppure abbiano prodotto vantaggi impropri, interferenze politiche o violazioni delle norme federali sulla corruzione e sulla tutela dei consumatori.
