(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - A rischio la tutela delle vittime degli incidenti sugli attraversamenti pedonali
Il nuovo schema di decreto legislativo di revisione del Codice della strada introduce una disposizione destinata a suscitare un ampio dibattito, infatti il nuovo articolo 64 impone ai pedoni verifiche prima dell’attraversamento
L’articolo 64, comma 6, lettera b), stabilisce che il pedone, prima di iniziare l’attraversamento sulle strisce, debba fermarsi e verificare che i conducenti dei veicoli sopraggiungenti lo abbiano visto e si fermino per concedergli la precedenza.
Una previsione che modifica significativamente l’approccio alla tutela degli utenti vulnerabili: in caso di incidente a pedone questi non è più chiamato soltanto a rispettare le ordinarie regole di prudenza, ma deve preventivamente accertarsi che il conducente abbia percepito la sua presenza e sia effettivamente intenzionato ad arrestare il veicolo.
Il contrasto con la funzione protettiva dell’articolo 191 del Codice della strada
La nuova disposizione deve essere valutata anche alla luce dell’articolo 191 del Codice della strada, che pone in capo ai conducenti l’obbligo di dare la precedenza ai pedoni sugli attraversamenti, rallentando e fermandosi quando necessario.
La previsione si inserisce inoltre nel quadro dell’articolo 2054 del Codice civile, che stabilisce la presunzione di responsabilità del conducente per i danni da circolazione stradale, salvo prova di aver fatto tutto il possibile per evitarli.
Il rischio è che il nuovo obbligo venga utilizzato, nella ricostruzione dei sinistri, per attribuire al pedone una quota di responsabilità sulla base della mancata verifica dell’arresto del veicolo, con conseguente applicazione dell’articolo 1227 del Codice civile e riduzione del risarcimento.
Non si tratta di un’automatica inversione dell’onere della prova, ma di un possibile significativo indebolimento della posizione risarcitoria della vittima.
Il confronto istituzionale alla Camera: la mobilità deve ripartire dalla sicurezza delle persone
La questione è stata affrontata lo scorso 3 novembre, nel corso di una conferenza stampa alla Camera dei Deputati promossa dal RIME, insieme al Movimento tutela diritti dei pedoni e ad altre associazioni di categoria, con la partecipazione dell’on. Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti.
L’iniziativa ha inteso sensibilizzare il Parlamento sulle conseguenze della nuova disciplina e sulla necessità di una mobilità urbana maggiormente sostenibile.
Tra le priorità indicate, la riduzione della velocità nei centri abitati, la protezione degli attraversamenti pedonali e il riconoscimento di una maggiore tutela per chi si muove a piedi.
La sicurezza non può essere subordinata alla fluidità del traffico automobilistico.
Il Senato chiamato a segnalare le criticità prima dell’approvazione definitiva
L’esame parlamentare rappresenta un’occasione importante per correggere le disposizioni che rischiano di penalizzare gli utenti più deboli.
Il parere delle Commissioni del Senato, pur non essendo vincolante per il Governo, può assumere un rilevante valore politico e istituzionale.
È quindi auspicabile che venga evidenziata l’incongruenza di una disciplina che, da un lato, riconosce la necessità di tutelare gli utenti vulnerabili e, dall’altro, impone proprio ai pedoni un ulteriore obbligo di verifica prima di attraversare sulle strisce.
Il Parlamento dovrebbe chiedere che venga preservata la priorità del dovere di prudenza e attenzione in capo a chi conduce un veicolo, soprattutto nei contesti urbani.
Avvocato Gianluca Sposato: il rischio di una disciplina che favorisce le compagnie assicurative
A intervenire è anche l’avvocato Gianluca Sposato, presidente di ADISM – Associazione Difesa Infortunati Stradali e coordinatore della Commissione Trasporti del SIRIP, Sindacato dei Rappresentanti di Interessi Parlamentari.
Da anni impegnato nella difesa delle vittime della circolazione stradale, Sposato assiste persone che riportano lesioni gravi e gravissime e familiari che chiedono il risarcimento per la perdita del rapporto parentale.
“Non possiamo accettare che il diritto del pedone alla precedenza venga subordinato alla necessità di verificare che ogni conducente abbia effettivamente intenzione di fermarsi. Questa impostazione rischia di trasferire sulla vittima le conseguenze di una condotta di guida imprudente, offrendo alle compagnie assicurative ulteriori argomenti per contestare o ridurre i risarcimenti.”
È una scelta che merita una seria riflessione: viene da chiedersi se alcune modifiche siano realmente orientate alla sicurezza delle persone oppure finiscano per rispondere maggiormente alle esigenze economiche del sistema assicurativo.
Riduzione della velocità e prevenzione: le vere priorità del nuovo Codice della strada
La sicurezza stradale si costruisce attraverso la prevenzione, il controllo della velocità, infrastrutture adeguate e il rispetto delle regole da parte dei conducenti.
Gli articoli 7, 8 e 10 dello schema di decreto richiamano espressamente i principi di sostenibilità della mobilità, cultura della sicurezza stradale, pianificazione e protezione degli utenti vulnerabili. È proprio a questi obiettivi che dovrebbe essere ricondotta la revisione normativa.
Ridurre la velocità nei centri urbani, rendere sicuri gli attraversamenti e responsabilizzare chi guida significa prevenire incidenti, morti e lesioni permanenti.
Il Senato ha l’opportunità di richiamare il Governo a una scelta di civiltà giuridica: la vita e il diritto alla tutela delle vittime devono prevalere su qualsiasi interesse economico, compreso quello delle compagnie assicurative.
