
(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - Cartina Somalia foto Puntland News per Creatives Commons by 4.0
Pesanti combattimenti sono scoppiati sabato mattina alla periferia di Baidoa tra le forze del governo federale e i combattenti fedeli all’ex presidente dello Stato del Sud-Ovest, Abdiaziz Hassan Mohamed Laftagareen.
Gli scontri, avvenuti nei pressi della capitale provvisoria dello Stato, hanno causato morti e feriti, sebbene il bilancio ufficiale resti ancora da definire. “Stamattina i corpi e i feriti sono ovunque, li stiamo ancora recuperando”, ha dichiarato Sadiiq Duushisho, comandante della polizia regionale di Bay. Mentre il comando dell’esercito nazionale somalo ha sostenuto di aver respinto l’attacco infliggendo pesanti perdite agli insorti, un portavoce dell’amministrazione di Laftagareen, Ugaas Hassan, ha diffuso via Facebook la notizia di un controllo di fatto della città da parte dei Dervisci sud-occidentali, un’affermazione che al momento non trova conferme indipendenti.
ANALISI: Il nodo di Baidoa e la sfida alla stabilità federale
Quanto sta accadendo alla periferia di Baidoa non è un semplice scontro tra fazioni, ma la manifestazione plastica di una crisi di legittimità che attraversa la Somalia. La rimozione dell’amministrazione Laftagareen lo scorso marzo non ha chiuso una pratica, ma ha aperto una ferita profonda nel fragile tessuto federale.
Il rischio concreto è che questa disputa politica — alimentata da tensioni elettorali e divergenze di potere tra il governo centrale di Mogadiscio e le amministrazioni regionali — diventi il terreno fertile ideale per il ritorno di attori ostili, in primis al-Shabaab, pronti a sfruttare ogni crepa nella coesione delle forze di sicurezza nazionali. Baidoa rimane un centro politico e militare nevralgico nella Somalia meridionale: l’instabilità in questa regione non è solo un problema locale, ma una minaccia diretta alla tenuta dell’intero assetto federale somalo