(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Teheran chiude le porte alla diplomazia. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, annuncia la fine del Protocollo d’intesa con gli Stati Uniti: le continue violazioni di Washington rendono nulli gli accordi e spingono l’Iran verso una strategia di sola difesa
TEHERAN – Il Paese non ha intenzione di tornare al tavolo negoziale finché Washington continuerà a violare gli impegni presi nel protocollo d’intesa (MoU). La linea è tracciata da Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano: “Attualmente non abbiamo piani per i negoziati, siamo concentrati sulla difesa”.
La posizione di Teheran è netta: l’Iran non si considera più vincolato ai termini del MoU siglato il 17 giugno. La decisione è la diretta conseguenza delle ripetute violazioni da parte degli Stati Uniti, accusati di aver agito in “malafede” sin dal primo articolo dell’accordo. “Un MoU è un insieme di impegni reciproci”, ha sottolineato Baqaei, aggiungendo che in caso di violazione da parte di una delle parti, l’altra è legittimata ad astenersi dall’adempimento dei propri obblighi. “Questo è un principio”.
Il portavoce ha ribadito il pieno sostegno interno alla politica di opposizione ferma alle richieste statunitensi. “Le nostre forze armate risponderanno con tutta la forza a qualsiasi aggressore. Se colpiscono, saranno colpiti”, ha avvertito.
I commenti giungono in un momento di tensione elevatissima, segnato dagli attacchi statunitensi contro le aree costiere del sud dell’Iran. Mentre Washington sostiene che tali operazioni servano a limitare la capacità iraniana di colpire il naviglio nello Stretto di Hormuz, Teheran respinge le accuse. La gestione del transito nello Stretto – snodo vitale per l’energia globale – rimane, per l’Iran, una responsabilità delegata ai sensi dell’articolo 5 del MoU, un accordo che oggi appare, di fatto, archiviato.
