(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, firma la storica iniziativa per la “Legge Generale” contro il femminicidio. La norma punta a eliminare la frammentazione penale tra gli stati e introduce sanzioni severe: fino a 70 anni di carcere e l’esclusione di ogni possibilità di amnistia o sconti di pena
CITTÀ DEL MESSICO – Una riforma radicale per segnare un punto di svolta. La presidente Claudia Sheinbaum ha siglato la legge generale volta a prevenire, investigare e sanzionare il femminicidio in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo primario è superare la frammentazione normativa tra le 32 entità federative, che fino ad oggi hanno regolato il reato con criteri e pene difformi, creando zone d’ombra nell’applicazione della giustizia.
La consigliera giuridica del Governo, Luisa María Alcalde, ha spiegato che la legge introduce protocolli di indagine omologati e obbligatori per tutte le procure. La definizione di femminicidio viene blindata: colpevole è chiunque privi della vita una donna per ragioni di genere, incluse asimmetrie di potere, violenze sessuali pregresse o precedenti minacce.
I punti chiave della riforma:
- Pene esemplari: La condanna standard oscilla tra i 50 e i 70 anni di reclusione.
- Aggravanti specifiche: La pena aumenta in casi riguardanti minori, donne incinte, persone con disabilità, giornaliste, attiviste o vittime di attacchi con acido.
- Nessuna via d’uscita: La normativa è categorica. Non sono previsti criteri di opportunità, conmutazione della pena, libertà condizionata o amnistie. Il reato è imprescrittibile.
- Sanzioni accessorie: Destituzione immediata e interdizione perpetua dai pubblici uffici per i dipendenti statali coinvolti; perdita dei diritti successori e della patria potestà per i colpevoli.
La riforma pone inoltre l’accento sulla riparazione integrale del danno, con un focus particolare sul sostegno ai figli delle vittime. Viene infine sancito l’obbligo, per autorità e mezzi di informazione, di rispettare la dignità delle vittime, garantendo al contempo il diritto alla verità.
