(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - Con la presentazione del nuovo piano nazionale per la mobilità internazionale degli studenti, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha delineato una strategia destinata ad ampliare le opportunità di studio all’estero per migliaia di giovani italiani. Tuttavia, il testo operativo completo non è ancora stato pubblicato e molte delle modalità applicative saranno definite nelle prossime settimane attraverso bandi, decreti attuativi e comunicazioni ufficiali.
Le scuole interessate a partecipare sono quindi chiamate a prepararsi fin da subito, organizzando le attività preliminari necessarie per essere pronte quando verranno aperte le procedure di adesione.
Attesi i provvedimenti attuativi
Al momento della presentazione del piano, il MIM ha illustrato gli obiettivi generali dell’iniziativa senza pubblicare il documento operativo definitivo. Saranno successivi provvedimenti ministeriali a definire le modalità di partecipazione, i criteri di ammissione, le tempistiche e le procedure amministrative che gli istituti scolastici dovranno seguire.
Per questo motivo dirigenti scolastici, docenti e famiglie dovranno monitorare costantemente i canali ufficiali del Ministero e le comunicazioni delle proprie scuole per conoscere l’apertura dei bandi.
Chi potrà partecipare
Il programma è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado: licei, istituti tecnici e istituti professionali.
Secondo quanto annunciato durante la presentazione del 30 giugno, il piano punta a coinvolgere progressivamente circa 150.000 studenti, affiancati da 15.000 docenti impegnati nelle attività di accompagnamento, tutoraggio e formazione.
La selezione sarà basata su una combinazione di merito scolastico e situazione economica, valutata attraverso l’ISEE. Saranno le singole scuole ad applicare i criteri nazionali, seguendo le indicazioni operative che il Ministero pubblicherà nei decreti attuativi.
Il ruolo delle scuole
Gli istituti avranno una funzione centrale nell’attuazione del programma. Oltre a organizzare le attività, saranno responsabili della selezione degli studenti, della gestione amministrativa e del coordinamento con le scuole partner all’estero.
Per le famiglie, le modalità di candidatura, la documentazione richiesta e gli eventuali criteri di priorità saranno comunicati direttamente dagli istituti scolastici una volta ricevute le istruzioni ministeriali.
Come prepararsi fin da subito
Anche in assenza del piano operativo definitivo, le scuole possono iniziare una serie di attività preparatorie che consentiranno di ridurre i tempi organizzativi.
Tra le priorità figura una ricognizione delle competenze linguistiche dei docenti, in particolare nelle principali lingue europee come inglese, francese, tedesco e spagnolo.
È inoltre consigliabile verificare lo stato degli eventuali accreditamenti Erasmus+, le collaborazioni internazionali già esistenti e gli accordi di partenariato che potrebbero essere valorizzati anche nell’ambito del nuovo programma nazionale.
Sul piano organizzativo sarà necessario predisporre procedure chiare per la gestione delle autorizzazioni delle famiglie, il monitoraggio delle attività svolte all’estero, le comunicazioni durante il periodo di mobilità e il riconoscimento delle competenze acquisite dagli studenti nel percorso scolastico ordinario.
La scelta delle scuole partner
Uno degli aspetti più delicati riguarda la selezione delle scuole ospitanti.
Secondo le anticipazioni fornite dal Ministero, sarà previsto un supporto centrale nella costruzione dei partenariati internazionali, ma ogni istituto dovrà individuare i partner più coerenti con il proprio indirizzo di studi.
Un liceo linguistico, ad esempio, avrà esigenze differenti rispetto a un istituto tecnico industriale o a un istituto professionale alberghiero, rendendo fondamentale una progettazione personalizzata.
Gli errori da evitare
L’esperienza maturata nei programmi di mobilità internazionale evidenzia alcuni errori ricorrenti che le scuole dovrebbero evitare.
Tra questi figurano l’attesa passiva della pubblicazione del piano senza avviare una preparazione interna, la confusione tra il nuovo programma nazionale ed Erasmus+, che rimangono strumenti distinti ma complementari, e la mancata definizione preventiva di criteri trasparenti per la selezione degli studenti.
Altre criticità riguardano la progettazione della mobilità come esperienza separata dal percorso didattico ordinario, il mancato coinvolgimento degli organi collegiali nelle decisioni e una sottovalutazione dei tempi necessari per selezionare e formare i docenti accompagnatori.
Un percorso da avviare subito
Per gli istituti interessati ad aderire al programma, il percorso più efficace consiste nell’avviare immediatamente una ricognizione interna delle competenze linguistiche di studenti e docenti, verificare lo stato delle collaborazioni internazionali già attive e inserire il tema all’ordine del giorno del prossimo Collegio dei Docenti.
Parallelamente, sarà fondamentale seguire con attenzione gli aggiornamenti pubblicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’Agenzia Erasmus+ INDIRE, così da cogliere tempestivamente le prime indicazioni operative e presentarsi pronti all’apertura dei bandi.
La fase preparatoria rappresenta infatti un passaggio decisivo per consentire alle scuole di trasformare il nuovo piano nazionale in un’opportunità concreta di crescita internazionale per studenti, docenti e comunità scolastica.