(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - omnibus"
"Azione vota convintamente no al Dl Fiscale per una serie di
considerazioni: la prima è che si fa confluire un decreto legge, poi
abrogato, nel provvedimento in esame, con una tecnica che è già stata
stigmatizzata dalla Corte Costituzionale. E poi per la disomogeneità delle
materie contenute nel solito decreto 'omnibus': si toccano valutazioni sui
carburanti, sulle accise, sui marittimi che navigano sotto bandiera estera,
sull'America's Cup di Napoli, sulle fondazioni lirico-sinfoniche, solo per
fare alcuni esempi. Per non parlare del metodo: abbiamo un decreto
correttivo che strozza la centralità del Parlamento e un nuovo abuso dello
strumento rispetto al quale la presidente del Consiglio ha tantissime volte
inveito quando si trovava all'opposizione".
Lo dichiara Antonio D'Alessio, deputato di Azione, annunciando il voto
contrario alla fiducia sul Dl Fiscale.
"Un governo che per la sua longevità dovrebbe avere una visione – prosegue
D'Alessio – continua invece a mettere rattoppi senza ottenere la fiducia di
investitori e famiglie. Quattro anni di promesse fiscali tradite: accise
che dovevano essere ridotte, una riforma fiscale strutturale annunciata che
non si è vista, un costo dell'energia abnorme, una pressione fiscale
esagerata, l'aumento di bollette e del costo della vita e dei salari che
sono diventati insufficienti. Davanti a ciò c'è il caos del governo che non
riesce a tracciare una linea dritta perché all'interno c'è una maggioranza
che non è omogenea sui grandi temi".
Secondo D'Alessio "occorrerebbero scelte strutturali, invece la politica
fiscale non è rassicurante perché diventa una grande gestione
dell'emergenza. Bisognerebbe fare una riforma fiscale con una struttura,
non servono i bonus a pioggia; al posto di un'impostazione tesa a favorire
i condoni, dare invece una certezza del diritto, controlli mirati, un
taglio serio e permanente del cuneo fiscale. Bisogna fermare i decreti
omnibus e concentrarsi sui provvedimenti urgenti. Noi, in queste
condizioni, non possiamo dare la fiducia all'esecutivo".
