(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Criticità gestionali e operative dell’AGEA e iniziative per il ripristino di trasparenza ed efficienza amministrativa
La gestione dell’AGEA, ente responsabile dell’erogazione dei fondi europei e nazionali destinati al settore agricolo, presenta negli ultimi anni criticità rilevanti sotto il profilo organizzativo, amministrativo e funzionale. Le segnalazioni riguardanti le procedure di reclutamento del personale, le ristrutturazioni interne, i contenziosi aperti e le difficoltà operative del nuovo sistema informativo sollevano dubbi sulla capacità dell’Agenzia di garantire trasparenza, imparzialità ed efficienza nell’esecuzione dei propri compiti istituzionali. Tali disfunzioni incidono direttamente sulla tempestività dei pagamenti e sulla qualità dei servizi rivolti alle imprese agricole, in un contesto già caratterizzato da forti pressioni economiche e produttive. Risulta pertanto necessario chiarire quali iniziative il Governo intenda adottare per assicurare il corretto funzionamento dell’ente, la regolarità delle procedure e il pieno rispetto dei principi di buon andamento della pubblica amministrazione. In seguito l’Interrogazione sulla gestione Agea (3-02608) (13 maggio 2026) FRANCESCHELLI, BOCCIA, GIACOBBE, BAZOLI, LORENZIN, MIRABELLI, NICITA, ZAMBITO, IRTO, BASSO, D’ELIA, ZAMPA – al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste
INTERROGAZIONE SULLA GESTIONE DELL’AGEA (3-02608) (13 maggio 2026) FRANCESCHELLI, BOCCIA, GIACOBBE, BAZOLI, LORENZIN, MIRABELLI, NICITA, ZAMBITO, IRTO, BASSO, D’ELIA, ZAMPA –
Al Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: l’AGEA è l’ente pubblico preposto alla gestione dei finanziamenti europei e nazionali destinati al comparto agroalimentare, operante sotto la diretta vigilanza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Il ruolo di AGEA è cruciale per il sostegno alle imprese agricole italiane, che affrontano sfide impegnative legate, fra l’altro, ai costi energetici e ai mutamenti climatici e dovrebbe pertanto rappresentare un presidio di elevato profilo tecnico al servizio degli agricoltori, che da anni chiedono meno burocrazia e pagamenti più rapidi dei fondi europei; l’AGEA, contrariamente alla narrazione del proprio vertice, ha tradito le attese e gli obiettivi di funzionalità e tempestività necessari al buon funzionamento del comparto e nel corso degli ultimi tre anni ha accresciuto l’organico del personale ricorrendo in modo preoccupante a procedure singolari, anche rispetto alle modalità pregresse di reclutamento, con l’effetto di aver arruolato talune figure che non evidenziano un elevato profilo professionale, curricolare e talvolta con assenza di adeguati titoli e conoscenze tecniche, rappresentando una condotta tale da ingenerare ambiguità ed il sospetto di contiguità politica, stretti legami o incroci di parentela con collaboratori e vertici dell’Agenzia; la vicenda è giunta all’attenzione anche di diversi organi di stampa, le cui inchieste hanno fatto emergere un preoccupante quadro relativo alla gestione del personale di AGEA e alle procedure di assunzione avvenute sotto l’attuale direzione generale, nominata dal Ministro in indirizzo nel dicembre 2022. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, gli esiti degli ultimi concorsi pubblici per funzionari e assistenti indetti dall’AGEA avrebbero visto la vittoria di numerosi profili direttamente riconducibili al partito di maggioranza relativa o all’area della destra politica, in buona parte già in AGEA nei mesi precedenti alla selezione e tramite un’agenzia interinale. Risulterebbero, sempre dalle fonti di stampa, singolari incroci nelle assunzioni che coinvolgono parenti di primo grado dei vertici dell’Agenzia e della sua controllata Agecontrol, tutte circostanze che richiederebbero un’attività ispettiva del Ministero competente, maggiore trasparenza e chiarimenti a tutela e salvaguardia del buon andamanto della pubblica amministrazione, dell’immagine dell’agenzia e del personale stesso; nel frattempo, non è stata adeguatamente risolta la vicenda dell’assorbimento dei dipendenti della SIN S.p.A. in AGEA, a seguito dell’incorporazione per fusione della società. Questa situazione ha generato, da un lato, un ricorso al TAR da parte – 12 – degli ex dipendenti SIN e, dall’altro, un ricorso al Consiglio di Stato da parte dei dipendenti AGEA contro la delibera di inquadramento del personale riassorbito, in ragione di ingiustificate ed abnormi differenziazioni nei trattamenti retributivi riconosciuti a lavoratori inquadrati allo stesso livello contrattuale. Al contempo, si susseguono ristrutturazioni organizzative, prive di qualsiasi motivazione e trasparenza, con spostamenti dirigenziali, promozioni di personale, consulenze e ricorso a società esterne, anche per la gestione del bilancio dell’Agenzia; la preoccupante situazione che coinvolge l’AGEA rischia di minare il principio di imparzialità della pubblica amministrazione e la percezione di trasparenza ed efficacia dell’azione dell’ente nei confronti degli operatori del settore, alle prese con le enormi difficoltà produttive e di redditività che si protraggono ormai da alcuni anni; i numeri sulle performance di AGEA appaiono sensibilmente distanti dalla realtà e dalle problematiche che affrontano quotidianamente le imprese del comparto agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. Mentre ingenti risorse del bilancio AGEA, ivi comprese quelle del bilancio preventivo, sono impiegate o programmate per le riorganizzazioni e assunzioni di personale, emergono in tutta evidenza difficoltà sul fronte del funzionamento di AGEA, anche in ragione dell’assenza di adeguati investimenti orientati al miglioramento della qualità dei servizi erogati; con riguardo al nuovo sistema informativo emergono diverse criticità che producono ricadute sulle aziende agricole, a partire dalle lacune nelle domande per l’erogazione degli incentivi, e continue proroghe di termini su domande, adempimenti e pagamenti. Rimangono irrisolte le problematiche relative ai fascicoli aziendali, con ricadute su aziende con terreni produttivi ubicati in diverse regioni a dimostrazione che i sistemi informatici non si interfacciano in modo concreto. In merito al fascicolo vitivinicolo si registrano problematiche rilevanti rispetto alle nuove modalità di rilevazione delle superfici produttive, col rischio di conseguente perdita dei dati storici delle medesime e un conseguente disallineamento dei dati SIAN; è dovere del Governo garantire che le risorse pubbliche siano destinate da AGEA prioritariamente all’erogazione di servizi efficienti e al sostegno diretto degli agricoltori e che l’Agenzia dimostri di essere una struttura trasparente e terza, dedita al sostegno e alla soluzione dei problemi del settore agricolo, e non uno strumento che ingeneri il sospetto e la sfiducia nelle imprese e nella collettività, si chiede di sapere: quale sia l’attuale consistenza dell’organico del personale in servizio presso l’AGEA e quanto sia stato incrementato nel corso degli ultimi tre anni e quali iniziative il Ministro in indirizzo abbia assunto o intenda assumere per verificare la regolarità delle varie procedure concorsuali bandite negli ultimi tre anni, con – 13 – particolare riferimento alla selezione di funzionari e assistenti anche tra il personale già in servizio presso l’AGEA tramite agenzie di somministrazione; se non ritenga, altresì, opportuno promuovere una verifica ispettiva, anche per il tramite degli organi di vigilanza e giudiziari, in merito ai criteri di reclutamento adottati dalla direzione generale di AGEA e dalla controllata Agecontrol, al fine di accertare l’eventuale sussistenza di situazioni di conflitto di interessi, incompatibilità o violazione dei principi di imparzialità in merito al personale assunto nelle agenzie e se non ritenga necessario rendere pubblici, nell’ottica della massima trasparenza, gli atti relativi alle procedure; quali iniziative intenda adottare al fine di superare i contenziosi riguardanti il personale pendenti dinanzi al TAR e al Consiglio di Stato e per rimuovere le disparità di trattamento retributivo tra lavoratori inquadrati nel medesimo livello contrattuale sempre con attenzione alla salvaguardia di tutto il personale, del loro percorso lavorativo, retributivo e pensionistico; quali siano, nel dettaglio, le motivazioni e i criteri alla base delle continue ristrutturazioni organizzative interne ad AGEA, degli spostamenti dirigenziali e del ricorso a consulenze e società esterne e quale sia l’ammontare complessivo speso a tale titolo nell’ultimo triennio; quali misure urgenti intenda promuovere per superare le criticità del nuovo sistema informativo di AGEA, con particolare riguardo alle lacune nelle domande di erogazione degli incentivi, alle ripetute proroghe dei termini, alle problematiche dei fascicoli aziendali per le imprese con terreni produttivi ubicati in più regioni e al disallineamento dei dati del fascicolo vitivinicolo rispetto al SIAN che non ottempera agli obiettivi comunitari, salvo il caso di alcune Regioni che hanno agito motu proprio; se non ritenga doveroso, alla luce delle gravi difficoltà di redditività che attraversa il comparto agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca, riorientare le risorse del bilancio AGEA prioritariamente al miglioramento dei servizi erogati alle imprese e all’accelerazione dei pagamenti dei fondi europei, anziché a riorganizzazioni interne; se corrisponda al vero che nel bilancio pluriennale e di previsione già approvato dall’Agenzia sia stata iscritta una posta di entrata di circa 40 milioni di euro derivante da emendamenti non approvati al disegno di legge “coltivitalia”, attualmente in sede di esame presso la Commissione agricoltura della Camera dei deputati, ed oggi non effettivamente nella disponibilità dell’Agenzia stessa.