(AGENPARL) - Roma, 19 Ottobre 2026 - Il coordinamento rilancia le iniziative contro il caro vita e chiede un incontro all’Eliseo. CFDT, CGT, FO, Unsa e FSU preparano una giornata nazionale di scioperi per salari, occupazione, industria e servizi pubblici.
PARIGI — I Gilet Gialli francesi preparano nuove giornate di protesta. Il coordinamento che ha promosso le manifestazioni del 17 ottobre contro l’aumento del costo della vita ha annunciato altre mobilitazioni per sabato 24 e sabato 31 ottobre, costruendo un percorso di avvicinamento allo sciopero nazionale indetto da cinque organizzazioni sindacali per il 5 novembre.
Sul sito del coordinamento, il primo appuntamento viene presentato come «Atto II», mentre quello del 31 ottobre è indicato come «Atto III». Una mappa raccoglie le iniziative segnalate sul territorio, tra manifestazioni e presidi: un tentativo di dare continuità alla protesta attraverso una rete di mobilitazioni locali.
Benjamin Ball, responsabile del sito, ha spiegato che il progetto iniziale prevedeva soprattutto un lavoro di preparazione della giornata sindacale di novembre. La richiesta di nuovi appuntamenti, emersa dopo la mobilitazione del 17 ottobre, avrebbe però spinto gli organizzatori ad anticipare le iniziative.
«Manteniamo lo slancio in vista del 5 novembre, ma procederemo passo dopo passo», ha dichiarato Ball, indicando la successione delle tre date. Secondo il coordinamento, la partecipazione registrata sabato rappresenta un punto di partenza significativo, ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi del movimento.
Il calendario dei Gilet Gialli si affianca così alla mobilitazione promossa da CFDT, CGT, FO, Unsa e FSU, che hanno invitato lavoratrici e lavoratori dei settori pubblico e privato a scioperare e manifestare giovedì 5 novembre.
Al centro dell’appello intersindacale figurano il recupero del potere d’acquisto, gli aumenti salariali, la difesa dell’occupazione industriale e maggiori risorse per i servizi pubblici. Le organizzazioni chiedono inoltre interventi sulle pensioni e sulle retribuzioni del pubblico impiego, inserendo le rivendicazioni economiche in una richiesta più ampia di giustizia sociale e fiscale.
Le iniziative del coordinamento e lo sciopero delle confederazioni mantengono promotori e modalità organizzative distinti. La loro vicinanza temporale può tuttavia favorire una convergenza tra il malcontento espresso nelle piazze contro il caro vita e le vertenze del mondo del lavoro.
L’annuncio arriva dopo le manifestazioni del 17 ottobre, segnate in diverse città da violenze e saccheggi a margine dei cortei. La prosecuzione della mobilitazione pone quindi anche il tema delle condizioni di sicurezza necessarie a garantire il diritto di manifestare e a tutelare partecipanti, residenti e attività economiche.
Sul piano politico, il coordinamento ha respinto il discorso televisivo pronunciato domenica sera dal presidente Emmanuel Macron, definendolo un «discorso vuoto». Ha inoltre chiesto un incontro al Palazzo dell’Eliseo insieme ai rappresentanti di altri settori mobilitati.
Per gli organizzatori, le prossime due giornate serviranno a misurare la capacità del movimento di mantenere la partecipazione oltre il primo appuntamento nazionale. Il 5 novembre costituirà poi un passaggio distinto e più ampio, nel quale le rivendicazioni sul costo della vita incontreranno quelle su salari, produzione industriale e qualità dei servizi pubblici.
