(AGENPARL) - Roma, 14 Maggio 2026 - "Fa sorridere che oggi Fratelli d'Italia provi ad attribuirsi meriti sull'editoria e sulle librerie italiane dopo aver creato problemi enormi cancellando misure fondamentali per il settore, a partire dal sostegno agli acquisti delle biblioteche introdotto dai governi di centrosinistra, tardivamente reintrodotto dal solo nel 2025, o uno strumento importante come 18app, su cui il Governo ha dovuto fare una parziale marcia indietro rispetto alle scelte di inizio legislatura. I dati diffusi raccontano una verità molto semplice: il comparto ha ripreso fiato solo quando il Governo è stato costretto a fare marcia indietro davanti alle proteste di editori, librai e associazioni di categoria. Prima hanno tagliato risorse decisive, come denunciato più volte dagli stessi operatori del settore, poi si autocelebrano perché hanno rimediato ai danni che avevano provocato. Già durante la gestione Sangiuliano avevamo denunciato la cancellazione del cosiddetto 'decreto Franceschini', che consentiva alle biblioteche di acquistare libri sostenendo lettura, librerie territoriali e inclusione sociale. Una scelta sbagliata, a cui Giuli ha dovuto porre rimedio davanti all'evidenza dei fatti.
L'azione del Governo sull'editoria resta uno dei simboli del suo fallimento culturale. Per fortuna il Salone del Libro di Torino continua invece a dimostrare quanto la cultura italiana sia più viva, forte e più avanti rispetto alla pochezza della propaganda della destra". Così Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera.
Roma, 14 maggio 2026