(AGENPARL) - Roma, 8 Maggio 2026 - La seconda tappa del Festival dello Sviluppo Sostenibile “European Leadership for the Future: Civil Society at the Helm of the Post-2030 Agenda” si è svolta per la prima volta a Bruxelles.
Ospitato dal Gruppo Organizzazioni della Società Civile del Comitato economico e sociale europeo (CESE) e promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS ETS), l’incontro si è tenuto in una fase delicata per il futuro dell’UE. L’Europa, invece di accelerare, rischia di rallentare proprio sul terreno della transizione ecologica e sulla tutela dei diritti sociali disegnate dal Green Deal e dal Pilastro Europeo dei Diritti Sociali.
In tale occasione, l’Agenparl ha intervistato Teresa Ribera, Vicepresidente Esecutiva della Commissione europea per una transizione pulita, giusta e competitiva.
L’Europa può ancora essere leader globale sulla sostenibilità?
Ribera: «L’Unione europea non solo può essere un leader sulla sostenibilità. È il nostro dovere. È il nostro impegno. È la richiesta dei nostri cittadini.
Siamo fondati su questo concetto di economia di mercato aperta, con opportunità e partenariati tra pubblico e privato, ma centrata sull’uomo, con attenzione agli standard sociali e all’alta qualità della vita. E, naturalmente, con un uso consapevole delle risorse naturali.
Quindi essere “verdi” e solidi, perché sappiamo che vogliamo mantenere quell’infrastruttura fisica che ci consente di continuare a costruire prosperità. Ed è mia convinzione, sensazione, che questo sia profondamente nel cuore degli europei.
Quindi sì, è una sfida. Stiamo trasformando il modo in cui produciamo, il modo in cui consumiamo, ma questo senso di risposta centrata sull’essere umano è molto presente nel tipo di soluzioni che stiamo cercando di costruire.»
