(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - Gli Stati Uniti stanno intensificando la loro presenza militare nello strategico Stretto di Hormuz, con il dispiegamento di diverse navi da guerra in una delle aree più sensibili per il traffico energetico globale.
Tra le unità coinvolte figura la portaerei USS Gerald R. Ford, recentemente rientrata in servizio dopo lavori di manutenzione e ora diretta nella regione per affiancare la USS Abraham Lincoln, già operativa nell’area.
A queste si aggiungerà nei prossimi giorni la USS George H.W. Bush, attualmente in navigazione dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza, con un arrivo previsto entro la fine del mese.
Il rafforzamento della presenza navale statunitense avviene in un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, dove la sicurezza delle rotte marittime è considerata cruciale per il commercio globale, in particolare per il trasporto di petrolio e gas.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti uno dei punti di passaggio più importanti al mondo per le forniture energetiche, rendendo ogni sviluppo militare nella zona di rilevanza internazionale.
Il dispiegamento simultaneo di più gruppi portaerei segnala l’intenzione di Washington di garantire la libertà di navigazione e di rafforzare la deterrenza in un’area caratterizzata da instabilità geopolitica e rischi di escalation.
Al momento, non sono stati forniti dettagli ufficiali su eventuali operazioni specifiche, ma la concentrazione di forze navali indica una crescente attenzione strategica degli Stati Uniti verso la regione.