(AGENPARL) - Roma, 1 Novembre 2026 - Decine di migliaia di manifestanti chiedono più risorse per scuole e servizi pubblici. Gli organizzatori parlano di 120.000 partecipanti. Tensioni a Francoforte, Berlino, Colonia e Amburgo, mentre il movimento annuncia nuove mobilitazioni.
La Germania è stata attraversata da una vasta giornata di mobilitazione giovanile. Sabato 31 ottobre, decine di migliaia di persone sono scese in piazza in 34 città per protestare contro l’aumento del costo della vita, le difficoltà di accesso all’istruzione e ai servizi pubblici e la prospettiva del ritorno della leva militare. Le manifestazioni, promosse dall’iniziativa “Gen Z regelt”, si sono svolte prevalentemente in modo pacifico, ma in serata sono esplosi disordini in diversi centri urbani, con scontri tra gruppi di manifestanti e forze dell’ordine, danneggiamenti e saccheggi.
Le proteste hanno coinvolto Berlino, Francoforte sul Meno, Amburgo, Colonia, Monaco di Baviera, Stoccarda, Magonza e numerose altre città. Secondo gli organizzatori, i partecipanti sarebbero stati circa 120.000 in tutta la Germania. La cifra non corrisponde a un conteggio nazionale indipendente e, in alcune città, le presenze sono risultate inferiori alle aspettative iniziali.
A Berlino, per esempio, la polizia ha stimato circa 5.000 partecipanti alla manifestazione organizzata davanti alla Porta di Brandeburgo. Nella capitale si è svolto anche un secondo corteo, distinto dall’iniziativa principale.
Il movimento ha annunciato l’intenzione di partecipare a nuove proteste il 20 novembre, segnalando la volontà di trasformare la giornata del 31 ottobre nell’avvio di una mobilitazione più duratura.
Scuola, costo della vita e opposizione alla leva
Al centro delle manifestazioni non c’è una sola rivendicazione. L’iniziativa “Gen Z regelt”, che si presenta come un coordinamento giovanile indipendente, chiede maggiori investimenti nelle scuole, servizi di sostegno psicologico più accessibili, misure contro il caro vita, giustizia sociale e interventi per il clima.
Un tema particolarmente sentito è quello della leva militare. I manifestanti contestano la prospettiva di un ritorno al servizio obbligatorio e chiedono che le risorse pubbliche siano destinate prioritariamente alle opportunità formative e alle condizioni di vita delle nuove generazioni.
La protesta assume così anche un significato politico più ampio. In una Germania impegnata a rafforzare le proprie capacità di difesa, una parte della popolazione giovanile mette in discussione il rapporto tra spesa militare, investimenti sociali e prospettive economiche.
Le rivendicazioni sono state accompagnate da iniziative di solidarietà su altri temi internazionali, comprese manifestazioni a sostegno della popolazione palestinese. La composizione dei cortei è risultata eterogenea, con la partecipazione di studenti, giovani lavoratori e persone di altre fasce d’età.
La mobilitazione tedesca si inserisce inoltre in una fase di proteste giovanili che ha interessato anche altri Paesi europei, tra cui Francia e Italia. Non si tratta necessariamente di movimenti organizzati da una struttura comune, ma emergono rivendicazioni simili sulla distribuzione delle risorse, sulla rappresentanza politica e sul futuro delle nuove generazioni.
Francoforte e Amburgo, gli scontri dopo le manifestazioni
La giornata è stata segnata da una netta differenza tra lo svolgimento dei principali cortei e quanto accaduto successivamente in alcune città.
A Francoforte, dopo una manifestazione in larga parte pacifica, gruppi di persone hanno lanciato bottiglie e materiale pirotecnico contro le forze dell’ordine. Nella zona commerciale della Zeil sono state infrante vetrine e saccheggiati negozi. La polizia ha isolato alcune aree del centro ed è intervenuta per disperdere i gruppi coinvolti nei disordini.
Anche ad Amburgo si sono registrate barricate incendiate e interventi della polizia. A Colonia, tensioni e violazioni delle disposizioni di sicurezza hanno portato alla cancellazione del corteo previsto, mentre la manifestazione statica ha potuto svolgersi. Successivamente sono stati segnalati scontri e lanci di oggetti contro gli agenti.
A Berlino, il primo corteo della giornata si è concluso senza gravi incidenti, mentre tensioni sono state registrate nell’ambito di altre iniziative serali. Le autorità hanno impiegato ingenti contingenti di polizia in diverse città, anche per prevenire episodi di violenza e proteggere le aree commerciali.
L’organizzazione “Gen Z regelt” ha preso le distanze dagli atti violenti. Anche rappresentanti sindacali della polizia hanno riconosciuto che le principali manifestazioni giovanili si sono svolte in modo sostanzialmente pacifico, distinguendole dai disordini verificatisi successivamente.
Questa distinzione è rilevante per comprendere la portata della giornata: gli scontri hanno attirato grande attenzione, ma non esauriscono il significato delle mobilitazioni né rappresentano automaticamente tutti coloro che hanno partecipato ai cortei.
Nuove proteste annunciate per il 20 novembre
Nel bilancio diffuso nelle prime ore del 1 novembre, gli organizzatori hanno espresso soddisfazione per la partecipazione e annunciato nuove iniziative. La prossima data indicata è il 20 novembre, quando il movimento intende unirsi ad altre mobilitazioni giovanili.
La giornata del 31 ottobre ha quindi aperto un confronto che riguarda direttamente le priorità della politica tedesca. I giovani chiedono maggiori investimenti nell’istruzione, nella protezione sociale e nell’accessibilità della vita quotidiana, mentre il governo affronta scelte impegnative sul piano della difesa e della sicurezza.
Le proteste mostrano che il dibattito sul riarmo e sulla leva non si sviluppa soltanto nelle istituzioni, ma coinvolge una generazione preoccupata per il proprio futuro economico e sociale. Il seguito della mobilitazione dipenderà dalla capacità degli organizzatori di mantenere una partecipazione ampia e pacifica e di trasformare le rivendicazioni della piazza in un confronto politico nazionale.
