(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2026 - Aggiungi articolo
Ungheria e Slovacchia intendono fare fronte comune per chiedere alla Unione Europea la revoca delle sanzioni sulle forniture energetiche provenienti dalla Russia. Lo ha dichiarato il primo ministro ungherese Viktor Orbán dopo un colloquio con il suo omologo slovacco Robert Fico.
Secondo Orbán, la situazione energetica europea è sempre più critica a causa delle tensioni legate all’Iran e al conflitto in Medio Oriente, che stanno mettendo sotto pressione le forniture globali di energia. Budapest e Bratislava ritengono quindi necessario intervenire con urgenza per evitare carenze di materie prime e un ulteriore aumento dei prezzi.
Il premier ungherese ha invitato Bruxelles a sospendere immediatamente le restrizioni sull’energia russa, sostenendo che l’Europa debba attingere a tutte le fonti disponibili per ricostituire rapidamente le proprie riserve.
Orbán ha inoltre chiesto di esercitare pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky affinché venga riaperto l’oleodotto Druzhba, il cui transito è stato interrotto dall’Ucraina a fine gennaio.
Secondo il leader ungherese, l’economia europea rischia gravi ripercussioni, con possibili carenze energetiche e un’impennata dei prezzi, se non verranno adottate rapidamente misure correttive. “La minaccia è imminente e ogni giorno conta”, ha sottolineato.
Le dichiarazioni evidenziano le crescenti divisioni all’interno dell’UE sulla gestione della crisi energetica e sulle strategie da adottare per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.