(AGENPARL) - Roma, 2 Aprile 2026 - Confabitare, associazione proprietari immobiliari, ha inviato una lettera al Prefetto di Bologna, Enrico Ricci, per esprimere pieno sostegno alla linea adottata dalla Prefettura sul superamento del Tavolo sfratti e invitare a proseguire nel percorso avviato, senza arretramenti.
“Abbiamo ritenuto doveroso scrivere al Prefetto per ribadire che la strada intrapresa è quella corretta” dichiara Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare. “Il Tavolo sfratti è stato uno strumento emergenziale nato durante il Covid. Oggi quella fase è superata e non si può continuare a gestire l’emergenza abitativa con strumenti straordinari”.
Nella lettera, l’associazione sottolinea come il ritorno all’ordinamento vigente rappresenti un passaggio necessario per garantire chiarezza normativa ed efficienza nelle procedure. “Prolungare strumenti emergenziali – continua Zanni – significa creare equivoci e rallentare il sistema, senza risolvere le cause profonde della crisi abitativa”.
Un passaggio centrale della lettera riguarda proprio il rischio di un passo indietro: “Abbiamo evidenziato che non si può cedere a pressioni che chiedono di tornare a strumenti fuori contesto. Così non si affronta l’emergenza alla radice”.
Nel documento si richiama inoltre il dato dei nuclei familiari fragili seguiti, che conferma come la pressione sociale resti elevata: “Proprio per questo – aggiunge Zanni – serve lavorare a monte, aumentando l’offerta abitativa e facendo funzionare gli strumenti ordinari, a partire dalla Fondazione Abitare Bologna”.
Confabitare interviene anche sulla proposta avanzata dal SUNIA di rendere accessibili i contributi per la morosità incolpevole senza la firma del proprietario.
“Si tratta di una proposta non condivisibile – afferma Zanni – in quanto incide su un rapporto contrattuale di natura bilaterale escludendo una delle parti. Il contratto di locazione presuppone infatti il coinvolgimento e il consenso di entrambe le parti nelle decisioni che ne modificano gli effetti”.
Prosegue:“È evidente che ogni misura pubblica può intervenire a sostegno delle situazioni di fragilità, ma tale intervento deve avvenire nel rispetto dell’equilibrio contrattuale e del diritto di proprietà.Diversamente si determina una compressione delle prerogative del proprietario, che si trova a subire effetti su un bene proprio senza poter partecipare al processo decisionale”.E aggiunge: “Il rischio concreto è quello di trasferire impropriamente sul proprietario l’onere della gestione dell’emergenza abitativa, generando sfiducia nel sistema e disincentivando la messa a disposizione degli immobili sul mercato della locazione. Se si toglie al proprietario la possibilità di partecipare alle decisioni, il risultato è inevitabile: meno disponibilità a locare l’immobile e ulteriore riduzione dell’offerta. Nell’interesse di proprietari ed inquilini, servono strumenti che favoriscano l’accordo tra le parti, non soluzioni che lo aggirino”. Zanni ribadisce la posizione di Confabitare: “Le politiche abitative non si costruiscono nei tavoli di gestione del conflitto”.