(AGENPARL) - Roma, 17 Marzo 2026 - Il futuro dello Stadio Dall’Ara resta incerto nonostante la necessità di interventi ormai indispensabili. “Lo stadio ogni mese accoglie oltre 60.000 spettatori e non subisce lavori strutturali significativi dai Mondiali di calcio del 1990 – afferma Alberto Zanni, candidato sindaco con Una Nuova Bologna – ad oggi c’è bisogno della copertura di tutti i settori, di adeguamenti antisismici, di interventi idraulici e una modernizzazione complessiva“.
Per il candidato civico il Dall’Ara dovrebbe essere considerato un vero asset economico della città, cioè una risorsa capace di generare valore: “Basta guardare i numeri per capire l’assurdità della situazione – aggiunge Zanni – oggi il Comune percepisce più entrate dagli autovelox di via Stalingrado che dallo stadio Dall’Ara. Questo dice molto su quanto poco sia stato valorizzato. Il Dall’Ara va pensato come un’infrastruttura urbana, a Bologna invece si continua trattarlo come un problema amministrativo”. Poi spiega: “Se una città gestisce lo stadio come asset economico, diventa una macchina urbana che produce valore con eventi, concerti e servizi. Se invece resta un impianto vecchio e sottoutilizzato, finisce per essere quasi soltanto un costo di manutenzione“.
Per Zanni bisogna fare una scelta: “Il Comune deve decidere cosa vuole fare. Se considera lo stadio una infrastruttura strategica allora trovi le risorse e lo ristrutturi. Ma se non è in grado di farlo, è giusto aprire alla privatizzazione”. Il riferimento è alla possibilità che il Bologna Football Club acquisisca l’impianto: “In oltre trent’anni il Comune ha palesato di non saper gestire lo stadio – continua Zanni – per questo ritengo corretto pensare all’alienazione”.
Il candidato indica anche una modalità per l’operazione: “Il Comune potrebbe ottenere un realizzo economico diretto oppure valutare una permuta urbanistica con le imprese già coinvolte nel progetto – spiega Zanni -, penso ad esempio a interventi di riqualificazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, oppure alla realizzazione di un parcheggio multipiano a ridosso dei viali, utile per migliorare la viabilità e ridurre la pressione del traffico nel quartiere”. Il riferimento è alla proprietà del club guidato da Saputo: “Joey Saputo ha acquisito il Bologna in un momento delicato per la società e negli anni ha garantito stabilità al club, riportandolo in una condizione sportiva e societaria più solida. Parliamo di un imprenditore che ha dimostrato attenzione e continuità nella gestione della squadra e che merita un dialogo serio sul futuro dello stadio. O il Comune decide di investire davvero per rifare il Dall’Ara oppure si apra subito un tavolo per valutare la privatizzazione dell’impianto”.
Nel confronto con altre città italiane, sottolinea Zanni, il ritardo è evidente: “Non possiamo continuare a rinviare. In altre città italiane come Firenze, Milano, Roma e Torino il tema degli stadi è già al centro di progetti di rinnovamento e investimento. A Bologna invece si discute da anni senza arrivare a una decisione. C’è poi da considerare che nei prossimi anni l’Italia ospiterà Euro 2032 e si parla di possibili candidature olimpiche. Senza uno stadio moderno Bologna rischia semplicemente di restare fuori”, conclude Zanni.
