(AGENPARL) – Tue 10 March 2026 L’assessore in III Commissione ha analizzato i dati sulla
mobilit? sanitaria: “Aumentata la produzione interna anche di tre
o quattro volte rispetto al passato”
Trieste, 10 mar – “Di fronte al fenomeno della mobilit?
sanitaria, il sistema regionale sta dimostrando una buona
capacit? di reazione. Abbiamo aumentato in maniera significativa
la capacit? di produzione interna, con valori che in alcune
specialit? sono cresciuti di tre o quattro volte rispetto al
passato, e abbiamo invertito il saldo nella specialistica
ambulatoriale: nel 2025 abbiamo finalmente superato la soglia in
cui l’attrazione dei pazienti verso le nostre strutture ?
superiore alla fuga verso altre regioni”.
Sono le parole dell’assessore regionale alla Salute, Riccardo
Riccardi, che ha illustrato oggi in III Commissione consiliare i
dati sull’andamento della mobilit? sanitaria, evidenziando come
la strategia intrapresa stia dando i primi frutti strutturali.
Analizzando il fenomeno della mobilit? passiva, l’assessore ha
chiarito che la fuga persiste da molti anni, iniziando ben prima
del governo Fedriga, almeno dal 2015. Il flusso in uscita si
concentra prevalentemente sulla protesica e sull’ortopedia,
sull’oculistica e sulla diagnostica, orientandosi verso il
privato accreditato veneto, che pu? contare su una disponibilit?
di budget superiore a quella regionale.
“Le ragioni di questo andamento sono diverse e radicate nel tempo
– ha precisato l’esponente della Giunta – . Se nell’ambulatoriale
abbiamo invertito la tendenza, il problema resta invece nel
ricovero ospedaliero e nella riabilitazione. Nonostante nelle
principali tipologie di fuga abbiamo aumentato sensibilmente la
produzione nelle nostre strutture pubbliche, il flusso verso il
privato veneto prosegue”.
Per contrastare questo fenomeno, Riccardi ha annunciato che sono
gi? in corso per l’ospedaliero le medesime azioni correttive che
hanno garantito il successo nel comparto ambulatoriale. “Dobbiamo
agire su pi? fronti – ha sottolineato l’assessore – : va
approfondito il tema dell’appropriatezza, specialmente in ambito
diagnostico dove registriamo volumi di esami troppo elevati
rispetto alla media nazionale, e bisogna proseguire con
determinazione nella concentrazione e nella specializzazione
degli ospedali”.
In questo contesto, la Rete oncologica regionale rappresenta il
modello di riferimento per evitare dispersioni e recuperare
efficienza garantendo la sicurezza delle cure, superando la
frammentazione dei servizi. “? la sfida del futuro – ha concluso
Riccardi – che guarda al recupero di efficienza del sistema
pubblico passando anche per l’attivazione di partenariati
pubblico-privati, con una guida pubblica forte, necessari per
contrastare l’offerta privata oltre confine, e per la stipula di
nuovi accordi di mobilit? interregionale che garantiscano
uniformit? tariffaria e regole condivise a livello nazionale”.
ARC/PAU/gg
101521 MAR 26
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