(AGENPARL) - Roma, 2 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Mon 02 February 2026 (ACON) Trieste, 2 feb – “La sicurezza non si costruisce
alimentando contrapposizioni o semplificazioni, ma investendo al
contrario in politiche integrate che tengano insieme legalit?,
inclusione, diritti e responsabilit?. Questa mozione non ? in
grado di offrire una risposta equilibrata, efficace e
costituzionalmente solida alle sfide che abbiamo di fronte”. Lo
afferma in una nota la consigliera regionale Rosaria Capozzi
(Movimento 5 Stelle) a margine della mozione in Aula sul
potenziamento degli organici per sicurezza e migranti.
“Sono intervenuta per esprimere la mia contrariet? alla mozione
presentata dai colleghi Novelli e Di Bert. Una contrariet? –
aggiunge la Capozzi – che nasce non certamente da una
sottovalutazione dei temi della sicurezza o della legalit?, ma
legata a una profonda distanza rispetto all’impostazione
culturale, politica e metodologica che la mozione stessa propone”.
“In primo luogo, questa iniziativa costruisce un’associazione
costante tra immigrazione e criminalit? – precisa la
pentastellata – che, per?, non ? supportata da dati oggettivi,
analisi statistiche o riferimenti verificabili. Si tratta di
un’impostazione che rischia di semplificare in modo fuorviante un
fenomeno complesso e, al tempo stesso, di alimentare stereotipi
che non aiutano n? la sicurezza, n? tantomeno la coesione
sociale. Al contrario, questo tipo di narrazione pu? generare
tensioni sociali, rafforzando paure e pregiudizi, indebolendo
quei percorsi di integrazione che sono, invece, parte essenziale
di una societ? pi? sicura e pi? giusta”.
“Colpisce, inoltre, l’uso di espressioni come ‘immigrati
refrattari a qualunque percorso di integrazione’: una
formulazione – evidenzia ancora la consigliera – che non ?
neutra, n? descrittiva, ma fortemente valutativa. Un linguaggio
di questo tipo appartiene pi? alla dimensione della propaganda
politica che a quella dell’analisi seria dei problemi e rischia
di etichettare intere persone o comunit? sulla base di giudizi
generici, senza distinguere situazioni, responsabilit?
individuali e contesti sociali”.
“Un ulteriore elemento critico – sottolinea la rappresentante del
M5S – riguarda l’impostazione complessiva della mozione, che si
concentra esclusivamente su misure coercitive e di controllo. Non
vi ? alcun riferimento a politiche di integrazione sociale e
lavorativa, in particolare rivolte ai minori e alle seconde
generazioni, n? a strumenti di prevenzione educativa, mediazione
culturale o inclusione territoriale. ? una visione parziale, che
affronta il tema della sicurezza solo sul piano repressivo,
ignorando completamente il ruolo fondamentale che le politiche
sociali, educative e culturali hanno nella prevenzione dei
conflitti e dei fenomeni di marginalit?”.
“Destano, inoltre, una forte perplessit? anche le proposte di
stipulare accordi con aziende di vigilanza privata. Questa
ipotesi apre questioni rilevanti di competenza e legittimit?
istituzionale, poich? la sicurezza pubblica – conclude la Capozzi
– ? prerogativa dello Stato, e non pu? essere delegata o
surrogata da soggetti privati senza rischi evidenti. Infine,
emerge il pericolo concreto di una progressiva privatizzazione
della sicurezza, che potrebbe generare disparit? territoriali,
trattamenti differenziati tra cittadini e potenziali conflitti
normativi, oltre a una confusione di ruoli e responsabilit?”.
ACON/COM/rcm
022003 FEB 26
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