(AGENPARL) - Roma, 26 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Mon 26 January 2026 Bollettino Statistico
L’attività assicurativa nel comparto salute
(2019-2024)
Anno XIII n. 1 – gennaio 2026
Bollettino Statistico
L’attività assicurativa nel comparto salute
(2019-2024)
Anno XIII n. 1 – gennaio 2026
(decreto legge 6 luglio 2012 n. 95 convertito con legge 7 agosto 2012 n. 135)
Registrazione presso il Tribunale di Roma n. 56/2015 del 23 marzo 2015
Direzione e Redazione presso l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni
Direttore responsabile
Roberto Novelli
Indirizzo
Telefono
Sito internet
http://www.ivass.it
ISSN 2421-3004 (online)
A cura di: Paride Antonini, Angelica Policella e Enzo Mario Ricci.
Tutti i diritti riservati
È consentita la riproduzione a fini didattici e non commerciali, a condizione che venga citata la fonte
Grafica e stampa a cura della Divisione Editoria e stampa della Banca d’Italia
Indice
SINTESI
1. IL COMPARTO SALUTE (RAMI 1 e 2)
2. IL RAMO MALATTIA
Raccolta premi
Composizione per tipologia di polizza
Frequenza e costo medio dei sinistri
Premio medio
Principali indicatori tecnici
Risultato del conto tecnico
3. IL RAMO INFORTUNI
Raccolta premi
Frequenza e costo medio dei sinistri
Premio medio
Principali indicatori tecnici
Risultato del conto tecnico
NOTA METODOLOGICA
Il perimetro della rilevazione e la fonte dei dati
Il perimetro delle imprese
SINTESI
Nel 2024 la spesa sanitaria complessiva1 raggiunge i 185,1 miliardi di euro, in
crescita del 3,3% rispetto al 2023, ma stabile rispetto al PIL (8,5%). Le principali
componenti restano la spesa sanitaria pubblica e quella out-of-pocket. La spesa
intermediata, gestita da fondi sanitari e dalle imprese di assicurazione, rimane
marginale e con andamento stabile.
La raccolta premi del ramo malattia delle imprese vigilate dall’IVASS (escluse le
imprese con sede legale in uno Stato SEE che operano in regime di stabilimento o
l.p.s.) è pari a 4.403 milioni, in aumento del 12,1% nel 2024 e del 12,7% nei primi nove
mesi del 2025. Il mercato è concentrato: le prime cinque imprese raccolgono il 68%
dei premi. La raccolta avviene principalmente tramite polizze collettive afferenti a
fondi sanitari (49,5%, in lieve riduzione rispetto al 51,9% del 2023); le altre polizze
collettive rappresentano il 12,8% (11,4% nel 2023) e le polizze individuali il 37,8%
(36,7% nel 2023). La frequenza sinistri cresce dal 2021 (in particolare per le altre
forme collettive), mentre il costo medio è in costante riduzione. Il premio medio
del ramo cresce ed è eterogeneo tra le varie tipologie contrattuali, anche per la
presenza di prodotti con differenti livelli di copertura. Il loss ratio e il combined ratio,
pari a 70,9% e a 94,3%, sono in leggero aumento. Il risultato del conto tecnico è
positivo, ma inferiore al 2023.
La produzione del ramo infortuni, pari a 3.599 milioni, presenta variazioni positive
(+2,9% sul 2023 e +3,1% nei primi nove mesi del 2025), minori rispetto al comparto
malattia. Anche questo ramo è fortemente concentrato, con le prime cinque
imprese che raccolgono il 60,9% dei premi. Il premio medio e la frequenza sinistri
sono in lieve aumento, mentre il costo medio è in calo. Il loss ratio e il combined ratio
si riducono. Il conto tecnico del ramo chiude con un risultato positivo e in crescita
rispetto al 2023.
L’importo indicato si riferisce alla somma di:
– spesa sanitaria pubblica;
– spesa sanitaria intermediata da fondi sanitari e da imprese di assicurazione;
– spesa sanitaria out-of-pocket, vale a dire l’onere finanziato in via diretta dalle famiglie.
1. IL COMPARTO SALUTE (RAMI 1 e 2)
La spesa sanitaria complessiva nel 2024 in Italia risulta pari a 185,1 miliardi di
euro, in crescita rispetto al 2023 (+3,3%), con un peso pari all’8,5% del PIL, invariato
rispetto al precedente esercizio.
Il 74,3% della spesa sanitaria complessiva (6,3% del PIL; 6,1% nel 2023), è sostenuta
dal settore pubblico. Segue la spesa out-of-pocket, che incide per il 22,3% del totale
(1,9% del PIL; 2,0% nel 2023). La spesa intermediata da fondi sanitari e imprese di
assicurazione operanti nel comparto salute è pari al 3,4% del totale (0,3% del PIL
analogamente all’esercizio precedente).
Figura 1.1
Spesa sanitaria in rapporto al PIL
Spesa Pubblica
Spesa Intermediata
Spesa out−of−pocket
Fonte: ISTAT.
La raccolta premi del comparto assicurativo salute è pari a 8 miliardi di euro (+7,8%
rispetto al 2023) e rappresenta il 19,6% della produzione totale danni. La crescita
dei premi è superiore nel ramo malattia (+12,1%) rispetto a quello infortuni (+2,9%)
e si evidenzia un incremento costante del peso del ramo malattia (+10,8% rispetto
al +10,3% del 2023) sul totale della raccolta danni a fronte di una riduzione di quello
infortuni (+8,8% rispetto al +9,2% del 2023).
Nei primi tre trimestri del 20252 si conferma l’espansione della raccolta premi,
con un rilevante aumento per il ramo malattia (+12,7% rispetto al terzo trimestre
dell’anno precedente) e una più modesta crescita (+3,1%) del ramo infortuni.
Fonte dati: trimestrale premi al 30 settembre 2025.
Figura 1.2
Raccolta premi nel comparto salute
(milioni di euro)
9.000
7.500
Infortuni
Malattia
% su premi danni (scala dx)
4.403
3.926
3.539
6.000
3.057
2.986
3.144
19,5%
19,5%
19,6%
18,8%
4.500
18,4%
18,4%
3.000
1.500
3.242
3.173
3.274
3.418
3.499
3.599
2. IL RAMO MALATTIA
Raccolta premi
Nel 2024 i premi del lavoro diretto italiano nel ramo malattia sono pari a
4.403 milioni di euro, in crescita del +12,1% rispetto al 2023 (+44,0% rispetto
al 2019).
Il ramo evidenzia una concentrazione delle quote di mercato detenute dalle
grandi imprese: le prime cinque compagnie raccolgono il 68% dei premi del
ramo. Il valore medio della raccolta risulta sempre al di fuori della differenza
interquartile (Fig. 2.1) e mostra un andamento crescente a partire dal 2021.
Figura 2.1
Distribuzione della raccolta premi nel ramo malattia
(milioni di euro)
Composizione per tipologia di polizza
I premi sono raccolti principalmente tramite polizze collettive, con una prevalenza
dei fondi sanitari3 (49,5% del totale dei premi del ramo), sebbene in lieve riduzione
rispetto al precedente esercizio (51,9%). Rilevante anche la raccolta tramite polizze
individuali (37,8% a fronte del 36,7% del 2023).
Per fondi sanitari si intendono i fondi integrativi ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 502/1992, gli enti, le casse
e le società di mutuo soccorso.
Figura 2.2
Ripartizione dei premi diretti malattia per tipologia di polizze(1)
32,8%
32,6%
33,5%
35,6%
36,7%
37,8%
12,1%
10,1%
11,9%
12,9%
11,4%
12,8%
55,1%
57,2%
54,6%
51,5%
51,9%
49,5%
Fondi sanitari
Altre polizze collettive
Polizze individuali
(1) Le quote sono calcolate sui dati della rilevazione sulle polizze collettive, come da lettera al mercato del 9 maggio 2024. Partecipano all’indagine
le imprese vigilate con almeno 10 milioni di premi diretti contabilizzati nel ramo malattia nell’esercizio di riferimento.
Frequenza e costo medio dei sinistri
precedente, a fronte di un incremento più contenuto del numero delle unità di
rischio5 (+4,9%), il che determina un innalzamento della frequenza sinistri dal 56,3%
Figura 2.3
Frequenza e costo medio dei sinistri
Costo medio
Frequenza sinistri (scala dx)
59,8%
56,3%
51,5%
50,1%
47,7%
32,8%
Numero dei sinistri con seguito al lordo della stima dei tardivi.
Il dato relativo al numero delle unità di rischio afferenti al ramo malattia e il calcolo degli indicatori che
utilizzano questa grandezza, escludono un’impresa per la quale quest’informazione risulta incoerente.
del 2023 al 59,8%. L’indice di ripetibilità6 si mantiene pressoché costante (3,06 nel
2024) rispetto al 2023 (3,00).
Il costo medio dei sinistri7 è pari a 250 euro (‑0,4%rispetto al 2023). La maggiore
frequenza sinistri determina un aumento del premio puro da 141,3 euro nel 2023
a 149,6 euro (+5,9% su base annua e +18,1% sul 2019).
Più di un italiano su cinque risulta coperto attraverso polizze collettive. Dopo la
riduzione tra il 2020 e il 2023, nel 2024 si registra un incremento del numero delle
unità di rischio8 relative ai fondi sanitari (13,1 milioni a fronte dei 9,1 milioni del
2023); le unità di rischio delle altre polizze collettive rimangono quasi invariate (3,9
milioni a fronte di 4,0 milioni nel 2023).
Figura 2.4
Unità di rischio delle polizze collettive
(milioni)
Fondi sanitari
Altre polizze collettive
Il costo medio dei sinistri delle polizze collettive è pari a 184 euro per i fondi sanitari
(quasi invariato rispetto al 2023) e 362,6 euro per le altre polizze collettive (510,5
euro nel 2023). La frequenza sinistri delle polizze afferenti a fondi sanitari è in
diminuzione (65,5% a fronte del 91,3%), mentre per le altre polizze collettive risulta
molto più contenuta (17,7%), ma in aumento rispetto al 2023 (8,3%).
Numero medio di sinistri accaduti nell’anno all’unità di rischio che ha subito almeno un sinistro.
Il dato relativo al numero delle unità di rischio afferenti a polizze collettive malattia (sia sottoscritte
tramite fondi sanitari che attraverso altre polizze collettive) e il calcolo degli indicatori che utilizzano
questa grandezza, escludono due imprese per le quali quest’informazione risulta incoerente.
Figura 2.5
Frequenza e costo medio dei sinistri delle polizze collettive
(milioni di euro, %)
a) Fondi sanitari
b) Altre polizze collettive
91,3%
Costo medio
Frequenza sinistri (scala dx)
74,7%
68,7%
Costo medio
Frequenza sinistri (scala dx)
65,5%
36,8%
17,7%
Premio medio
Continua la crescita del premio medio, che risulta pari a 203,8 euro con un aumento
del +6,7% rispetto al 2023 e del +17,0% rispetto al 2019.
La distribuzione dei premi medi denota ampia variabilità tra le imprese.
Figura 2.6
Premio medio per impresa
Il premio medio corrisposto dall’assicurato tramite fondi sanitari è pari a 159,1
euro con un decremento del ‑25,8% rispetto al 2023. Per le altre polizze collettive il
premio medio ammonta a 119,9 euro, in crescita del +31,5% rispetto al precedente
esercizio.
Figura 2.7
Premio medio delle polizze collettive malattia
Fondi sanitari
Altre polizze collettive
Principali indicatori tecnici
Il loss ratio e il combined ratio, rispettivamente pari a 70,9% e a 94,3%, sebbene in
leggero aumento rispetto al 2023 (70,5% e 93,5%), mostrano una condizione di
equilibrio della gestione tecnica del ramo malattia, rimanendo al di sotto della soglia
critica del 100%. Per le sole polizze collettive afferenti a fondi sanitari il loss ratio
Figura 2.8
Indicatori tecnici
Loss ratio
Expense ratio
92,7%
22,6%
104,2%
90,5%
93,3%
93,5%
94,3%
22,7%
22,9%
23,5%
70,6%
70,5%
70,9%
22,4%
21,9%
81,8%
70,1%
68,6%
rimane pressoché invariato (87,9% nel 2024 contro 87,1% nel 2023). Tale indicatore
cresce per le altre polizze collettive risultando pari al 72,4% (57,6% nel 2023).
L’incidenza delle spese di gestione complessive sui premi (expense ratio) risulta pari
al 23,5% per il totale del ramo malattia, in leggero ma costante aumento dal 2020
(21,9%).
Risultato del conto tecnico
Il saldo del conto tecnico a fine 2024 registra un risultato positivo di 141 milioni di
euro, in riduzione rispetto al 2023 (155 milioni). Tale fenomeno è principalmente
dovuto all’aumento degli oneri per sinistri (+350 milioni) e delle spese di gestione
(+133 milioni) che è superiore a quello dei premi di competenza (+476 milioni).
Il 2024 si chiude con un risultato tecnico, prima della riassicurazione passiva, pari a
229 milioni di euro, in calo rispetto ai 242 milioni di euro del 2023. La gestione beneficia
del contributo dell’utile da investimenti (88 milioni) e dei premi di competenza (4.313
milioni) a fronte delle uscite legate agli oneri per sinistri (3.057 milioni) e alle spese
di gestione (1.033 milioni). Al netto della cessione in riassicurazione, che riguarda 26
milioni di euro di premi, il risultato si attesta a 203 milioni di euro.
Figura 2.9
Risultati tecnici
(milioni di euro)
Saldo tecnico lordo
Risultato tecnico netto
172 178
117 112
−100
−200
−300
−188
−261
Il rapporto tra il risultato del conto tecnico netto e i premi evidenzia una redditività
molto differenziata tra le compagnie, sostanzialmente stabile rispetto al 2023.
L’indicatore a livello di mercato registra una riduzione rispetto al precedente
esercizio passando dal 5,6% del 2023 al 4,6% del 2024.
Figura 2.10
Risultato del conto tecnico netto/Premi
−10%
3. IL RAMO INFORTUNI
Raccolta premi
I premi del lavoro diretto italiano nel ramo infortuni raccolti nel 2024 sono pari a
3.599 milioni di euro (+2,9% rispetto al 2023 e +11,0% rispetto al 2019).
La distribuzione della raccolta premi a livello di impresa (Fig. 3.1) evidenzia che la
produzione del ramo si concentra nelle grandi imprese, con un valore della raccolta
media pari a 64,3 milioni di euro (60,3 milioni del 2023) sempre al di fuori della
differenza interquartile. Le prime cinque compagnie raccolgono il 60,9% a fronte
del 61,4% dei premi raccolti nel 2023.
Figura 3.1
Distribuzione raccolta premi nel ramo infortuni
(milioni di euro)
Frequenza e costo medio dei sinistri
Il numero dei sinistri9 cresce del +2,6% nel 2024, da 368.572 del 2023 a 377.986.
La frequenza sinistri e il numero delle unità di rischio presentano un modesto
incremento passando, rispettivamente, dallo 0,65% del 2023 allo 0,66% e da 57,0
milioni del 2023 a 57,4 milioni.
Il costo medio complessivo dei sinistri10 è pari a 4.276 euro, in modesta riduzione
del -1,7% rispetto all’anno precedente, ma in crescita rispetto al 2019 del +4,2%. Il
Il dato fa riferimento ai sinistri denunciati con seguito al lordo della stima per i sinistri tardivi.
Si determina il costo medio complessivo dei sinistri denunciati nell’anno di accadimento al lordo della
stima finale per sinistri tardivi a prezzi correnti.
premio puro, pari a 28,2 euro, è pressoché invariato rispetto al 2023 ma in aumento
del +10,2% rispetto al 2019.
Figura 3.2
Frequenza e costo medio dei sinistri
6.000
Costo medio
Frequenza sinistri (scala dx)
5.000
0,65%
4.000
0,66%
0,62%
0,58%
3.000
0,52%
0,45%
2.000
1.000
4.104
4.924
4.677
4.606
4.350
4.276
Premio medio
Il premio medio, in continuo aumento dai 55,8 euro nel 2020, è pari a 62,7 euro nel
2024 (61,4 euro nel 2023). Dopo la riduzione nel 2023, aumenta rispetto agli anni
precedenti anche la variabilità del premio medio tra le imprese.
Figura 3.3
Variabilità del premio medio per impresa
(euro)
Principali indicatori tecnici
Gli indicatori tecnici del loss ratio e combined ratio risultano in lieve riduzione rispetto
all’esercizio precedente, con un valore pari rispettivamente al 40,8% (41,8% nel
2023) e 76,7% (78,0% nel 2023).
La riduzione del loss ratio è determinata dall’incremento dei premi di competenza
(+3,0%) a fronte della quasi invarianza dell’onere per sinistri (+0,5%).
Anche l’expense ratio si riduce, sebbene in misura minore, ed è pari al 35,9% a fronte
del 36,1% del 2023 e 36,7% del 2019.
Figura 3.4
Indicatori tecnici
Loss ratio
Expense ratio
76,5%
36,7%
72,2%
36,9%
75,4%
36,7%
78,3%
78,0%
76,7%
36,8%
36,1%
35,9%
41,5%
41,8%
40,8%
39,8%
35,3%
38,7%
Risultato del conto tecnico
Il saldo tecnico ammonta a 777 milioni di euro in aumento del +5,7% rispetto al
2023 (+10,7 % nel 2023 rispetto al 2022). Il risultato del conto tecnico al netto della
riassicurazione ammonta a 782 milioni di euro (21,7% dei premi di competenza)
in aumento del +5,2% rispetto al 2023. Tale aumento è principalmente legato
all’incremento dei premi di competenza (+106 milioni di euro rispetto allo scorso
anno) a fronte della quasi invarianza degli oneri per sinistri. L’utile degli investimenti
risulta ancora positivo per 92 milioni di euro, seppure in riduzione rispetto al 2023
(‑13,2%). Il valore delle cessioni in riassicurazione si riduce da 98 milioni di euro del
2023 a 87 milioni di euro.
Figura 3.5
Risultati tecnici
(milioni di euro)
Saldo tecnico lordo
Risultato tecnico netto
735 743
777 782
Il risultato del conto tecnico rapportato ai premi evidenzia una modesta riduzione
della variabilità tra le imprese nell’ultimo esercizio. Il valore medio dell’indicatore a
livello di mercato risulta sostanzialmente invariato (2,2%) rispetto al 2023 (2,1%).
Figura 3.6
Risultato del conto tecnico netto/Premi
NOTA METODOLOGICA
Il perimetro della rilevazione e la fonte dei dati
Il presente Bollettino Statistico utilizza informazioni statistiche, desunte dai moduli
di bilancio e di vigilanza, relative all’insieme delle imprese vigilate dall’IVASS,
costituite dalle imprese nazionali e dalle rappresentanze in Italia di imprese
extra Spazio Economico Europeo (SEE)11 sottoposte alla vigilanza prudenziale
dell’IVASS. Sono escluse le imprese di assicurazione con sede legale in uno Stato
SEE ammesse a operare in Italia nel comparto salute in regime di stabilimento e
di libertà di prestazione di servizi, in quanto tali imprese presentano i bilanci e la
modulistica di vigilanza alle Autorità di Vigilanza dello Stato di origine, cui compete
il controllo di solvibilità.
I dati del presente Bollettino si riferiscono al lavoro diretto italiano e riguardano
le componenti di costo e ricavo della gestione tecnico-assicurativa del comparto
salute, costituito dai rami infortuni e malattia (rami 1 e 2). Relativamente al periodo
di riferimento, si forniscono gli andamenti relativi a produzione, costi di gestione,
sinistri e risultato tecnico.
Considerata la loro rilevanza nella spesa sanitaria privata in Italia, dal 2018 l’IVASS
svolge una specifica indagine presso le imprese vigilate12 sulle polizze collettive
nel ramo malattia sottoscritte da parte di fondi sanitari e organismi simili per
conto degli iscritti. Tenuto conto della elevata concentrazione del mercato, la
rilevazione interessa le imprese vigilate con almeno 10 milioni di euro di raccolta
diretta nel ramo malattia. Le variabili rilevate sono un sottoinsieme dei moduli 17
e 28 di bilancio13, compilati dalle imprese per i singoli rami danni14. L’indagine ha
riguardato tutte le polizze collettive, ripartite tra polizze collettive sottoscritte da
fondi sanitari o organismi assimilabili15 e sottoscritte da organismi di altra natura.
Le elaborazioni relative alla ripartizione della spesa sanitaria nazionale e alla sua
incidenza in rapporto al PIL utilizzano i dati forniti dall’ISTAT.
Lo SEE (Spazio Economico Europeo) comprende i paesi dell’Unione Europea (UE), cui si aggiungono
Norvegia, Islanda e Liechtenstein.
Lettera al mercato IVASS del 30 marzo 2023.
Cfr. Regolamento ISVAP n. 22/2008.
In alcuni casi le unità di rischio sono stimate.
Fondi integrativi ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 502/1992, che erogano solo prestazioni o rimborso di
prestazioni strettamente integrative del Servizio Sanitario Nazionale al di fuori di quelle previste dai
Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e gli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente
fine assistenziale, che godono di benefici fiscali purché eroghino almeno il 20% del totale in prestazioni
integrative.
Il perimetro delle imprese
Una compagnia caratterizzata da un numero particolarmente elevato di unità
di rischio nel ramo malattia e da un premio medio particolarmente contenuto,
per via della natura peculiare del suo business, è stata esclusa dal calcolo dagli
indicatori che utilizzano il numero di polizze.
La sopra citata compagnia e una seconda impresa per la quale il dato sul
numero di unità di rischio afferenti a polizze collettive malattia non risulta
corretto, sono state escluse dal calcolo dagli indicatori che utilizzano il numero
di polizze.
Per apprezzare l’effetto dell’inflazione monetaria, nelle tavole allegate alcuni
importi sono presentati a prezzi correnti e a prezzi costanti 2024. Nel testo,
salvo diversa indicazione, sono commentati gli importi a prezzi correnti.
Per ogni termine tecnico o grandezza presente nel Bollettino si rinvia al Glossario
dei termini assicurativi disponibile al link: https://www.ivass.it/pubblicazionie-statistiche/pubblicazioni/relazione-annuale/2025/Relazione_
annuale_2024_Glossario.pdf
Legenda per lettura boxplot
3 quartile
media
2 quartile/mediana
1 quartile
La linea inferiore del rettangolo rappresenta il primo quartile ovvero il valore al di
sotto del quale si trova il 25% dei valori nella distribuzione; la linea centrale all’interno
del rettangolo rappresenta la mediana o secondo quartile, ovvero il valore al di
sotto del quale si trova il 50% dei valori, mentre la linea superiore del rettangolo
corrisponde al terzo quartile, ovvero il valore al di sotto del quale si trova il 75% dei
valori. La distanza tra le barre verticali rappresenta la differenza interquartile (25°75° percentile) della distribuzione; il rombo rappresenta il valore medio.
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